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domenica 26 gennaio 2020

Politica lunedì 22 aprile 2013 ore 16:30

Falchi: "Sì alle fusioni, ma salviamo la rappresentatività democratica"



Il sindaco di Palaia interviene sulla questione della fusione tra comuni

PALAIA - Continua l'inchiesta di Qui Valdera, dopo la fusione tra Lari e Casciana Terme, tra i sindaci dei 14 comuni per capire cosa ne pensano della possibile fusione del proprio municipio con altre realtà come previsto dalla legge sul riordino degli enti locali che dovrà attuarsi entro la fine del 2013. Questa volta lo abbiamo chiesto a Alberto Falchi sindaco di Palaia, che all'approccio ragionieristico, preferisce farne una questione più “filosofica”. “Il punto non è se va bene o meno fare una fusione. Noi lo possiamo proporre, ma a decidere devono essere i cittadini. La vera questione è un'altra. Quale è oggi la funzione del Comune? Il Municipio, così come lo conosciamo, nei prossimi anni sicuramente subirà un forte cambiamento, perché nelle nostre realtà non ha più senso di esistere avendo risorse sempre più limitate. Nella situazione attuale sembra che da un lato i sindaci debbano fare il parafulmine tra i cittadini e la politica nazionale, con risorse sempre più esigue e dall'altro gli esattori per le casse dello Stato. Noi dobbiamo, attraverso la normativa, trovare il modo di sottrarsi a questa situazione. La messa a comune di certe funzioni di “back office” - spiega Falchi -, strada già in parte intrapresa dai Comuni dell'Alta Valdera, è un percorso quasi obbligato”. L'ipotesi di una funzione tra Comuni, per tanto non è mal vista dal sindaco Falchi, purché sottolinea si tenga conto di alcuni aspetti imprescindibili, come il principio della rappresentatività democratica della popolazione nelle istituzioni. “La funzione dei comuni deve essere attuata in modo tale da poter garantire il meccanismo della partecipazione e della rappresentatività. Il mio comune ad esempio ha 17 frazioni, 80 chilometri quadrati di territorio e 4600 abitanti, la soluzione da individuare è trovare un modo per garantire che tutti i cittadini abbiano una rappresentanza nelle istituzioni. Unire i Comuni per risparmiare sulla politica non ha senso, da noi il risparmio sarebbe minimo. Ogni assessore costa 90 euro al mese e un consigliere comunale per ogni seduta del consiglio prende 20 euro. Un risparmio irrisorio. Se si pensa a unire i Comuni per questo, si commette un errore, mentre è importante unificare i servizi. Sì, alle fusioni purché si garantisca il principio della rappresentanza democratica e si migliori la capacità dell'ente di essere vicino alla gente”. Sulla questione economica il primo cittadino di Palaia aggiunge: “Se poi le fusioni vengono fatte solo per i vantaggi economici che ne derivano questa può essere una politica miope, anche perché poi gli incentivi finiscono”. Insomma la riflessione di Falchi va oltre gli slogan e i facili entusiasmi, pur guardando con favore alle fusioni e alla messa a comune dei servizi richiama a una politica che si basi su una progettualità di lungo respiro temporale e bilanciata. Non solo, la fusione dei Comuni - secondo Falchi - può essere funzionale anche nell'ambito dell'Unione. “L'esperienza dell'Unione dei Comuni non è che viene meno se invece di 14 sindaci ve ne sono un numero minore, magari 6 o 7 – dice Falchi. "Anzi, l'esperienza dell'Unione continua a essere fondamentale per garantire alcune funzioni, soprattutto in vista della soppressione delle province. L'Unione Valdera può diventare l'ente territoriale di riferimento, anche se i comuni saranno in numero minore rispetto allo stato attuale”.


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