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Geotermia, settore strategico

di - sabato 06 dicembre 2014 ore 11:04

Efficienza produttiva e tutela ambientale. 

Ridurre al minimo l’impatto sul territorio e massimizzare lo sviluppo. 

Coniugare questi due obiettivi per il futuro della geotermia è la sfida che la Toscana si è posta in vista dell’approvazione del Piano energetico regionale, prevista entro la fine dell’anno. Una sfida importante che consentirà a un settore trainante della nostra economia e una risorsa fondamentale come la geotermia di svolgere un ruolo strategico per lo sviluppo e coesistere con la vocazione turistica e agricola dei territori e le sacrosante esigenze di rispetto dell’ambiente. 

Una sfida possibile grazie al lavoro ottimale che è in corso sul Piano energetico, che sancisce le linee guida sul futuro dell’attività geotermoelettrica in Toscana, e grazie a una continua, costante e fruttuosa collaborazione con il mondo della ricerca per approdare a soluzioni sempre più ecosostenibili. Stiamo parlando di un’attività storica per una zona del territorio toscano, quella di Larderello e dell’intera area geotermica. 

Sono trentadue le centrali geotermoelettriche sul territorio regionale, con una potenza complessiva di circa 800 MV; la produzione annuale supera i 5000 MVH e corrisponde al 35,6% del totale, al 27,9% del totale dei consumi elettrici e al 79,6% del totale della produzione elettrica da rinnovabili. 

Come far coesistere un efficace coltivazione geotermica con il massimo rispetto dell’ambiente? La risposta si chiama alta e bassa entalpia. Per quanto riguarda l’alta, secondo me, va incentivata lavorando a una distribuzione omogenea delle centrali geotermoelettriche sul territorio regionale, per evitare un accumulo in alcune zone, valutando anche tutte le ricadute economiche e sociali nei territori presi a riferimento e saranno rafforzate le attività di controllo e monitoraggio di Arpat e altre agenzie regionali. 

Possiamo fare ancora di più, con, la bassa entalpia, una modalità che annulla l’impatto sull’ambiente, sfruttando direttamente calore derivante dal riscaldamento di locali o abitazioni. Una possibilità che, appare evidente, è disponibile su tutto il territorio: quindi in questo caso non sarà necessario mappare le zone per evitare “effetti cumulo” dal momento che l’impatto sull’ambiente sarà pari a zero. C’è bisogno di lavorare in sinergia con la scienza e la tecnologia abbiamo da tempo intrapreso un percorso con questo scopo. 

Ne è un ottimo esempio il Protocollo d’intesa con Enel green power siglato a maggio 2013, volto a sostenere la nascita di un vero e proprio indotto nel settore termico, una grande opportunità in grado di offrire evidenti ricadute positive in termini occupazionali e di sviluppo economico ma anche la certezza di un comune impegno per contribuire all’aumento della qualità e dell’innovazione tecnologica degli impianti. In vista degli obiettivi posti da Europa 2020 la Toscana deve aumentare la produzione di energia rinnovabile e potenziare l’efficienza energetica: le nuove prospettive di sviluppo rendono sempre più vicino e fattibile il raggiungimento di questo traguardo. 

Possiamo farlo e possiamo farlo al meglio: sono convinto che la nostra regione possa diventare un modello a livello nazionale per la sperimentazione di nuovi metodi che consentano lo sfruttamento di fonti rinnovabili di energia riducendo al minimo l’impatto sull’ambiente.


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