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Cronaca sabato 22 febbraio 2014 ore 18:41

I comitati: "Quella discarica è anacronistica, non si deve fare"

Nuovo intervento degli ambientalisti contro l'ampliamento della discarica di Legoli



PECCIOLI — Comitato promotore del ricorso al Tar Comitati antidiscarica di Legoli, Montefoscoli e Peccioli, promotore del ricorso presentato dal Wwf contro l'ultimo ampliamento della discarica di Legoli della Belvedere interviene nel dibattito sulla vicenda giuridica, che fino a ora lo ha visto portare le proprie ragioni contro la Belvedere in giudizio di fronte a vari organi di giustizia amministrativa. Riportiamo integralmente la posizione espressa dagli ambientalisti.

“Come promotori del ricorso presentato dal WWF contro l’ultimo ampliamento della discarica di Legoli, continuiamo ad essere convinti che questo ampliamento − oltre che sbagliato, anacronistico e smisurato − sia anche illegittimo. Siamo consapevoli, come il Wwf, che si tratta di una battaglia giudiziaria lunga e difficile. Una 'partita' che si gioca in più 'tempi' (sospensive, ricorsi e contro ricorsi), e in più 'campi' (Tar, Consiglio di Stato e anche Unione Europea), dove però è solo l’ultimo giudizio quello che conta. Siamo inoltre ben consapevoli che in questa battaglia sono in ballo interessi politici ed economici enormi, compresi alcuni evidenti interessi personali, ma andremo comunque fino in fondo. Perché, a differenza di altri, noi non difendiamo gli interessi politici o economici di nessuno, ma ci battiamo solamente per la difesa del nostro territorio e della nostra salute. Per quanto riguarda le dichiarazioni rilasciate negli ultimi giorni dal signor Macelloni, non possiamo nascondere di essere rimasti veramente sbalorditi dal loro tono e dal loro contenuto. Tutti sanno, infatti, che martedì scorso il Consiglio di Stato non ha preso nessuna decisione, salvo accettare la richiesta del Wwf di accelerare i tempi del processo. E’ pertanto davvero imbarazzante che nel comunicato stampa di Belvedere si parli di una fantomatica sentenza del Consiglio di Stato, in seguito ribattezzata 'decisione', che avrebbe definitivamente bocciato il ricorso presentato dal Wwf. Non c’è dubbio che in un caso delicato come questo rilasciare dichiarazioni non veritiere e non confermate dai fatti è un errore gravissimo, se non altro per il danno d’immagine che si rischia di arrecare a un’associazione internazionale seria e corretta come il Wwf, da cui molti, soprattutto a Peccioli, dovrebbero prendere esempio. Per questo motivo invitiamo la Belvedere e il suo presidente a pubblicare subito sui giornali e sul loro sito internet questa fantomatica 'sentenza', o 'decisione' che dir si voglia. Se ciò non sarà fatto, perché non esiste nessuna 'sentenza' o nessuna 'decisione', il presidente di Belvedere dovrà porgere pubblicamente le sue scuse al Wwf e trarne le dovute conseguenze. Perché la serietà di un amministratore e di un esponente politico si misura soltanto dalla verità delle sue affermazioni, e ciò vale ancor di più quando si parla di una persona chiamata a gestire un impianto potenzialmente pericoloso come una discarica. Per quanto riguarda le altre 'inesattezze' propagandate in questi giorni sulla stampa, potremmo ricordare che le sospensioni dei lavori richieste dal Wwf non sono state concesse soltanto perché, una volta dimostrata l’illegittimità dell’ampliamento, tutte le opere nel frattempo realizzate – tante o poche che siano – potranno comunque essere smantellate perché abusive. Oppure potremmo ricordare che nel febbraio 2013 i giudici del consiglio di Stato hanno 'accolto' – e non respinto, come si vorrebbe far credere – il nostro ricorso, dimostrando così di avere seri dubbi sulla regolarità dell’ampliamento. O ancora, che dopo venti mesi di cantiere i lavori di ampliamento non sono arrivati nemmeno alla metà, ed è pertanto molto ma molto improbabile che possano terminare entro maggio, anche ammettendo che ci siano davvero le risorse economiche necessarie per realizzarli. Potremmo farlo, ma preferiamo ricordare che se il futuro della Belvedere e dei suoi azionisti dipende davvero in maniera così decisiva dall’esito del ricorso presentato dal Wwf – come traspare chiaramente dalle parole e dal comportamento del suo presidente – la colpa non è né nostra, né del Wwf, ma soltanto di chi ha gestito per oltre trent’anni la discarica di Legoli e gli introiti ricavati riempiendo di spazzatura le nostre colline. E’ giunta l’ora che queste persone la smettano di cercare alibi, accusando in maniera indiscriminata chi si batte legittimamente per la salvaguardia del proprio territorio e della propria salute, e trovino finalmente il coraggio e la decenza di riconoscere i propri errori”.  



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"Conte falso come il Parmesan", bagarre Lega in Senato. Casellati sospende la seduta

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