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Politica domenica 24 novembre 2013 ore 18:05

La Asl conferma: Pontedera perderà il 118

Dopo le parole del governatore della Toscana, Rossi la Asl 5 ammette che il 118 dell'area della costa non sarà a Pontedera



PONTEDERA — Come anticipato nella giornata di ieri (sabato 23 novembre) da Quivaldera l'ipotesi di portare a Pontedera la centrale di area vasta del 118 nell'ambito della riorganizzazione della sanità toscana è sfumata. Lo aveva anticipato proprio alla nostra testata il presidente della regione Enrico Rossi e oggi lo conferma il direttore generale della Asl Rocco Damone con una nota stampa nella quale si capisce chiaramente che la decisione era già stata presa da tempo e che la Asl era al corrente della volontà della Regione e dell'impossibilità di accogliere la centrale di area vasta, nonostante gli appelli del sindaco Millozzi. Insomma la sensazione è un po' quella che la Asl sapesse e abbia a lungo taciuto. “Da parte di Rossi non c'è nessuna volontà di penalizzare Pontedera, ma alla sede del 118 mancano i requisiti strutturali dice Rocco Damone, il direttore generale della Asl 5 - Non credo che da parte del governatore ci sia la volontà di penalizzare la Valdera. In questo periodo mi sono sentito spesso con il presidente Rossi, perché voleva essere informato personalmente sulle caratteristiche strutturali della sede del 118, che purtroppo non rispetta il requisito previsto dalla normativa recente in fatto di antisismica. Come si può ben capire, dopo il terremoto de l'Aquila, i 118 sono stati classificati come strutture strategiche e punti di riferimento in caso di sisma o maxi emergenza. Vorrei anche tranquillizzare il sindaco Millozzi, al quale rinnovo la mia stima, che la volontà della regione e della Asl 5 va nella direzione di potenziare e migliorare l'ospedale e non di depauperarlo. Nella sua visita di venerdì prossimo, Rossi, confermerà i finanziamenti destinati al presidio pontederese, grazie ai quali sarà possibile investire nella dialisi nuova, nella riqualificazione e ristrutturazione delle terapie intensive del blocco operatorio, abbattere e ricostruire il padiglione F - ex laboratorio di analisi. Il nostro 118 – continua Damone - ha tutte le carte in regola dal punto di vista organizzativo, tecnico e professionale ma, ripeto, non vi sono le condizioni strutturali per essere conforme alle richieste della normativa. In un momento difficile come quello che sta vivendo il nostro Paese, e' importante che tutte le parti in causa lavorino in un clima di collaborazione e serenità in modo da mettere in atto le migliori politiche sanitarie a vantaggio della popolazione. Concludo – dice Damone - con la convinzione che gli investimenti già realizzati al Lotti, penso solo al modernissimo laboratorio di analisi, agli ambulatori chirurgici, all'atrio, alla radiologia, solo per citarne alcuni, uniti a quelli che la Regione si appronta a stanziare per la realizzazione di lavori strutturali e per il riammodernamento tecnologico, ci consegneranno un ospedale moderno capace di fare fronte, per almeno un decennio, alle sempre più sofisticate richieste dei professionisti e dei pazienti”.



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