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venerdì 21 settembre 2018

Sport lunedì 18 giugno 2018 ore 16:27

La ferrata di Buti festeggia 10 anni, la storia

Attrezzata su iniziativa del Cai di Pontedera dal socio Cesare Spigai, è oggi tappa internazionale per gli amanti dell'arrampicata



BUTI — Gli amanti delle scalate con imbracatura e moschettoni la conoscono bene, ma non tutti sanno com'è nata. In località Ghiaccetto, sul versante butese del monte Serra, la ferrata di Sant'Antone ha ormai dieci anni e la sezione pontederese del Club Alpino Italiano ha deciso di festeggiarla a dovere. L'appuntamento è per sabato 23 giugno.

La ferrata di Buti prese vita su idea e realizzazione tecnica del socio Cai Cesare Spigai, che dopo aver percorso tante vie attrezzate fra Dolomiti e Apuane propose di costruirne una anche sul Monte Serra. Non fu facile ottenere autorizzazioni e permessi vari, ma grazie all'impegno dell'allora presidente della sezione Attilio Toni, all'esperienza amministrativa del socio Donatello Andreini e alla preziosa collaborazione dell'amministrazione comunale di Buti, il 14 giugno del 2008 la ferrata fu inaugurata

Da allora la sua "fama" è cresciuta e sono sempre più numerose le sezioni Cai la inseriscono nei programmi escursionistici annuali. Addirittura sul libro di vetta, posto all'uscita della ferrata, si leggono tanti commenti in varie lingue straniere, segno che il percorso può essere considerato di fama internazionale.

Il percorso si sviluppa in senso longitudinale da Sud-Est a Nord-Ovest ad una quota relativamente bassa e con un dislivello totale di 126 metri (410 m s.l.m. l’attacco e 536 m s.l.m. l’uscita). Ma non tragga in inganno la modesta quota: nei fatti è una ferrata impegnativa con passaggi tecnici, particolarmente esposta e con diversi tratti da percorre in aderenza tanto da mettere a dura prova l’escursionista anche esperto. Deve essere affrontata con un buon allenamento sia mentale che fisico. Una particolarità del percorso è la numerazione di ogni chiodo infisso nella roccia. Questo è stato fatto per permettere la segnalazione di eventuali interventi di manutenzione ove necessari ma anche di rendersi conto della progressione in ferrata; alla fine ne conteremo 178.

Tratti verticali, scalette, tratti aerei, tratti in discesa, mancanza di appoggi rendono il percorso duro sia da un punto di vista fisico che mentale. L'assenza di appoggi costringono l'escursionista ad usare le braccia per fare contrapposizione con la roccia ed alla fine i tratti verticali d'uscita ed il ponticello sospeso potranno mettere in difficoltà l'escursionista meno esperto ed allenato. A far compagnia le rocce, il verde bosco di pini e la selve di castagni, che cambiano colore in base alla stagione, e i panorami: a valle il paese di Buti e, più lontano la Valdera. Nelle giornate limpide è possibile spaziare con la vista da Monsummano Terme fino a Volterra. Il tempo di percorrenza viene stimato in un'ora e 45' per gli escursionisti esperti che vogliono anche ammirare un po’ di panorama. L'attrezzatura omologata da ferrata è obbligatoria, con protezioni a difesa di braccia e gambe per via di microsporgenze taglienti (quarziti).

Di seguito il programma della festa per il decennale della ferrata di Buti, organizzata dalla sezione Cai di Pontedera per sabato 23 giugno.

Alle 8,30 ritrovo in piazza Divisione Acqui a Buti, dietro il Palazzo Comunale; 8,40: saluto dell'Amministrazione Comunale di Buti - convenevoli di rito; 9;40: spostamento in Loc. Ghiaccetto per affrontare la Ferrata, chi non vuole cimentarsi con l'arrampicata potrà effettuare un'escursione in loco a piacere; 13: ritrovo al Parco Danielli a Buti, zona Sagre, dove la contrada Pievania, che organizza la Sagra dello Stringozzo, preparerà un menù "sagra" al costo di 15 euro a persona. Al pranzo possono partecipare tutti i soci e familiari per festeggiare l'evento in compagnia. Gradita la prenotazione (Donatello, tel. 347 8832505).




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