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Attualità lunedì 29 dicembre 2014 ore 13:20

​“La Regione taglia tutto, ma non sulla caccia”

Duro attacco di Legambiente Valdera dopo l’approvazione della finanziaria, in cui sarebbero state ridotte le tasse e aumentati i fondi venatori



PONTEDERA — “In Toscana un solo settore sopravvive ai tagli: non è la sanità né la scuola, non sono i servizi ai disabili o agli anziani, né la cultura, non è la tutela dell’ambiente o la conservazione della natura, ma la caccia”. C’è un tono decisamente poco positivo in queste parole di commento del direttivo Legambiente Valdera dopo che, nella settimana prima di Natale, la Regione ha approvato la finanziaria in cui avrebbe diminuito le tasse per i cacciatori e aumentato i fondi destinati alla gestione dell’attività venatoria.

Una mossa che non è piaciuta a Legambiente di Pontedera, per la quale la diminuzione dei tributi regionali sarebbe un vero dimezzamento che farà perdere alle casse toscane più di 3 milioni di euro, mentre i fondi venatori sarebbero addirittura triplicati. “Così – spiegano in una nota stampa da Legambiente Valdera – si rendono completamente privati gli Ambiti Territoriali di Caccia, finora organi pubblico-privati chiamati a realizzare obiettivi di interesse generale e che dal primo gennaio saranno autonomi nelle scelte. E nell’amministrazione di fondi sempre più cospicui”.

Tagli in altri settori come sanità, cultura e scuola quindi, ma tutele per il mondo venatorio toscano che, secondo Legambiente, la Regione vorrebbe ingraziarsi in vista delle elezioni in primavera. “Il fascino maschio del popolo in armi che condizionò il Codice Civile del 1942 – scrivono da Legambiente – continua ancor oggi a sedurre una Regione sempre più autoreferenziale in cui evidentemente si spera che alle prossime elezioni i quasi 90mila cacciatori toscani, un decimo del mondo venatorio italico, si ricordino dei loro benefattori. Noi speriamo – agiungono – che se ne ricordino anche i cittadini vessati dalle tasse, dai balzelli e dai tagli alle spese sociali, sanitarie e culturali e che decidano di mettere fine a questi privilegi inaccettabili”.



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