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lunedì 20 maggio 2019

Cultura mercoledì 29 ottobre 2014 ore 17:07

La "Toianella" risuona a Palazzo Vecchio

A ritrovare la campana dal vecchio castello di Toiano, rubata dai fiorentini nel 1362 è stato l'ex parlamentare Piero Pizzi



PALAIA — Ora che l'ha ufficialmente ritrovata, Toiano sogna e chiede di riaverla, forse per sempre? Per una esposizione-evento temporaneo? Si vedrà. Si parla della campana dell'antico borgo che i fiorentini si portarono via quando nel 1362 conquistarono il castello già lucchese e pisano. Da allora, e insieme a due 'consorelle', la Toiana, o Toianella, manda i suoi rintocchi ai fiorentini dalla torre di Palazzo Vecchio mentre qualcuno sostiene che in precedenza era stata nel palazzo-carcere del Bargello per avvertirli, in epoche in cui rintocchi, stormi e trombe facevano la funzione di radio, televisione, telefonini, computer e via e via, di imminenti pericoli bellici o naturali. Nel Medio Evo era piuttosto comune che i conquistatori di un castello si portassero via tutti i tesori (compreso quelli della verginità della ragazze e l'onore delle spose) fra i quali la campana aveva un duplice valore. Significava togliere l'anima al castello-borgo conquistato e arricchire il proprio patrimonio fonico e bronzeo, visto che potevano essere fuse e rifuse per costruire armi e macchinari civili.

A Firenze ci sono anche le campane di Marti e della Montacchita - il primo oggi nel comune di Montopoli e il secondo in quello di Palaia - anch'essi assediati e conquistati dai fiorentini, mentre il merito dell'identificazione ufficiale della Toianella spetta a Piero Pizzi, palaiese di Partino e già parlamentare e protagonista della vita politica pisana come voce di riferimento della Valdera, soprattutto contadina e post contadina. Pizzi ha salito e sceso le scale di molti palazzi fiorentini alla ricerca della campana toianese e infine ha trovato documenti sicuri che stava sulla torre di Palazzo Vecchio. Pizzi si dichiara contento e orgoglioso di questa missione portata a buon fine e ne ha dato notizia al sindaco di Palaia, Marco Gherardini. Subito dichiaratosi altrettanto entusiasta e pronto a fare tutto il possibile per riportare a casa la campana. "Casa" che tuttavia non può essere, almeno per ora, il colle-castello assediato e conquistato, né la chiesa, ora sprangata perché saccheggiata dai moderni cercatori d'antichità, della nuova (ma anch'essa già vecchia di secoli) Toiano costruita sul colle dirimpettaio al primo insediamento, teatro del famoso delitto della Bella Elvira e ormai con uno o due soli abitanti saltuari. Per rilanciare Toiano il nuovo e giovane sindaco di Palaia sta studiando un piano non è il primo a farlo, ma tutti i precedenti sono falliti e la campana che torna, almeno per un po', potrebbe essere un eccezionale lancio pubblicitario, oltreché un episodio da passare, anch'esso, alla storia.(M.M.)



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