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mercoledì 16 ottobre 2019

Interviste mercoledì 28 maggio 2014 ore 20:19

"L'incidente della McLaren a Saline è colpa della strada troppo pericolosa"

Armando Mangini con la sua Formula 3000
Armando Mangini con la sua Formula 3000

Armando Mangini pilota della Valdera, impegnato da sempre in molte competizioni automobilistiche spiega cosa potrebbe avere causato l'incidente



TERRICCIOLA — Dopo il pauroso incidente di ieri, tra Saline e Pomarance che ha coinvolto una McLaren finita contro un albero, e che ha visto tra i soccorritori il popolarissimo attore inglese Rowan Atkinson, più conosciuto come Mr.Bean, interviene sulla questione un pilota della Valdera che su automobili sportive e corse è bene informato. Armando Mangini ha trascorso la vita tra il suo famoso negozio e le gare con le macchine sportive e da pista e all'età di 67anni continua a misurarsi in competizioni automobilistiche. Da circa trenta anni Mangini, partecipa ai campionati di corsa in salita e al Boss Gp, un campionato per gentleman, che si svolge nei più prestigiosi circuiti europei come Magny Cours, Imola, Monza, Nurburgring, Hockeneim.

Armando, come sa ieri è successo un brutto incidente sulla Sarzanese – Valdera che ha coinvolto un'automobile sportiva durante una manifestazione, fortunatamente senza ferite per le persone, nonostante l'intervento di Pegaso. Cosa ne pensa?
“Quella strada è molto pericolosa, quasi a cadenza settimanale succedono incidenti, specialmente motociclisti. Penso che il problema non è tanto nelle vetture, che mediamente sono sicure, quanto nelle strade, gli alberi sono pericolosi e vanno schermati con i guard-rail. Le auto sono ormai tutte equipaggiate con airbag, molte hanno il sistema frenante ABS. Il vero problema sono le strade, buche, alberi, dossi che rappresentano un pericolo per chiunque a maggior ragione per le automobili sportive”.

L'incidnete potrebbe essere stato causato da una disattenzione?
“Certo, guidare una McLaren non è mai facile(non è la vettura con cui sfrecciava in Formula 1 Ayrton Senna, ma un modello stradale comunque super veloce che sfiora i 300 chilometri orari, ndr), ci vuole esperienza. Basta una distrazione. Trattandosi di turisti mi viene da pensare che si stessero godendo le colline toscane e il conducente abbia perso la concentrazione”.

Lei fai corse in pista, ma anche in salita, sulle strade statali che differenze trova?
“Come dicevo prima, sia le Osella che uso in salita, sia la macchina per la Formula 3000 che uso in pista sono sicurissime. Negli ultimi quindici anni ho vinto quattro volte la Saline-Volterra, bellissima corsa in salita, ma anche sicurissima: una volta sono finito fuori strada, in salita, a duecento chilometri orari, il guard-rail mi ha protetto e sono uscito sulle mie gambe. L'auto ha attutito il colpo in seconda battuta, il primo lavoro di sicurezza, il più importante, era stato fatto dal guard-rail. Per questo insisto: le strade devono essere sicure, le macchine lo sono già”.

Se l'incidente di ieri non fosse successo con una lussuosa e sicurissima McLaren ma con un'utilitaria?
Chi può dirlo, la McLaren sicuramente ha limitato i danni agli occupanti, ma una macchina più piccola forse non avrebbe retto così bene l'urto contro un albero.

A questo punto però visto che guidare una macchina da corsa è una cosa impegnativa una domanda è d'obbligo. Come fa Lei a sfrecciare a oltre 300 chilometri orari a 67 anni?
“Mi tengo in forma, se non si è pronti fisicamente non è facile reggere le pressioni di un auto sportiva che viaggia così forte. Inoltre dedico il giusto spazio a questa mia grande passione. Dal lunedì al venerdì mattina sono un imprenditore, il pomeriggio del venerdì partiamo con il camion e andiamo a correre con la mia squadra nel weekend”.



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