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martedì 10 dicembre 2019

Attualità giovedì 02 luglio 2015 ore 09:05

Millozzi: "Dignità sacrificata per consumismo"

Simone Millozzi

Il sindaco interviene in merito alle aperture notturne di Carrefour a San Giuliano, a sostegno della battaglia dei lavoratori



PONTEDERA — "Uno Stato non può sacrificare sull'altare del consumismo h24 la dignità del lavoro e del tessuto commerciale". La pensa così il sindaco di Pontedera Simone Millozzi sulla questione della liberalizzazione degli orari lavorativi, balzata sulle attuali cronache per la notizia delle aperture notturne di Carrefour a San Giuliano Terme.

Il primo cittadino pontederese ha voluto dire la sua, esprimendo in una lettera che riportiamo integralmente il suo pieno sostegno alla battaglia dei lavoratori:

Apprendo dalla stampa della discussione aperta a San Giuliano sull'apertura notturna degli ipermercati Carrefour. Sul tema della liberalizzazione selvaggia di orari e aperture ho fatto assieme ad altri Sindaci una battaglia politica (purtroppo persa in sede di giustizia amministrativa); ritenevo allora, come ritengo a maggior ragione adesso, che uno Stato non possa sacrificare sull'altare del consumismo h24 la dignità del lavoro e del tessuto commerciale; si tratta di un atteggiamento inutile e dannoso! Non si può far finta di non vedere oltre alle esigenze dei consumatori, anche di quelle delle famiglie, dei lavoratori, della vivibilità delle città, della identità e dei valori. Con la liberalizzazione selvaggia si mette, come l'esperienza di questi ultimi anni dimostra, ulteriormente a rischio una vasta rete di piccoli esercizi commerciali che sarebbero a rischio chiusura. Si penalizzano i centri commerciali naturali che fanno della qualità del commercio e della vivibilità del territorio i propri valori. Il Comune di Pontedera sin dall’inizio ha contrastato questo atteggiamento liberista del legislatore che ha rimosso ogni vincolo agli orari ed alle aperture domenicali dei negozi facendo carta straccia di tutto quel capitale di accordi realizzati sui territori fra amministrazioni comunali, associazioni del commercio, dei lavoratori e dei consumatori e che avevano costruito con oculatezza un giusto equilibrio fra le molte esigenze da salvaguardare; accordi che tenevano conto delle caratteristiche e vocazioni dei territori. Non è possibile non contemperare gli spazi e le opportunità della grande distribuzione con il ruolo sociale svolto dalla dai negozi di vicinato. Non è con il consumismo onnivoro che si risolvono i problemi di un Paese che anzi sta cercando di rispondere alla crisi eliminando, necessariamente, il superfluo. La liberalizzazione selvaggia non ha peraltro prodotto alcun beneficio sul piano occupazionale, né su quello dei prezzi al consumo, né alle attività commerciali come dimostrano tutte le indagini statistiche finora prodotte; anzi, gli unici effetti sono il peggioramento delle condizioni dei lavoratori addetti e l'aggravamento dei problemi al commercio di vicinato che è tipicamente a conduzione familiare e quindi impossibilitato a concorrere sul piano dei prolungati orari di apertura. Al tempo come adesso ritengo che altre e ben più gravi siano le cause della flessione dei consumi così come diverse debbano essere le strade da percorrere per un loro rilancio. La capacità di spesa manca perché manca il lavoro; la disoccupazione, soprattutto giovanile, è a livelli inaccettabili e ci sono meno soldi nelle tasche degli italiani. In questo senso occorrerebbe indirizzare gli sforzi di una politica responsabile. Più che dell’ampliamento degli orari e delle aperture dunque c’è bisogno di maggiore benessere per le persone e le famiglie e soprattutto di maggiore equità sociale e redistribuzione della ricchezza: questa è la vera liberalizzazione che serve. Per questo sento di dover affermare la mia piena vicinanza e solidarietà alla battaglia di civiltà e dignità che i lavoratori ed i sindacati della Carrefour stanno portando avanti a San Giuliano.”



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