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Attualità Martedì 30 Giugno 2026 ore 17:00
RetiAmbiente, un sì al Piano rifiuti e un no per Novatosc

Ossicombustore di Peccioli al centro di polemiche e divisioni anche nel Pd. Macelloni: "Una grande confusione, Belvedere valuterà se fare l'impianto"
PECCIOLI — Sì al Piano industriale per i rifiuti, no all'ingresso in Novatosc. O, quantomeno, non adesso. Questo - senza voler essere brutalmente sintetici - è il succo delle quasi sei ore di assemblea dei Comuni soci di RetiAmbiente. Che, appunto, nella tarda serata di ieri, lunedì 29 Giugno, hanno approvato il Piano industriale. Ma, almeno per il momento, non hanno dato il via libera all'ingresso della stessa RetiAmbiente nella compagine societaria che realizzerà l'impianto di ossicombustione.
Serve un passo indietro. Ottenuto il via libera dalla conferenza dei servizi della Regione Toscana, il progetto dell'ossicombustore ha ricevuto il placet definitivo per la sua realizzazione. Si tratta, come noto, di un impianto da 130 milioni di euro, con ammortamento in 20 anni, in grado di gestire 127mila tonnellate di rifiuti e di produrre 13 Megawattora di energia elettrica, più della metà dei quali da cedere alla rete. Con un obiettivo ben preciso: chiudere il ciclo dei rifiuti.
Il progetto, sin dagli esordi, ha un nome e un cognome: quello di Novatosc Srl, la società costituita all'85% da Belvedere Spa e al 15% da Oxoco, l'azienda che possiede il brevetto per la tecnologia di ossicombustione. Ma, come da accordi tra 2022 e 2023, Belvedere si è impegnata a cedere il 34% delle quote proprio a RetiAmbiente, per rispondere così all'avviso pubblico della Regione Toscana per individuare nuovi impianti utili all'attuazione del Piano regionale dell'economia circolare.
Un percorso sin qui lineare, approdato alla già citata conferenza dei servizi nel 2024. Successivamente, però, le cose sono cambiate: una riunione del Comitato unitario per il controllo analogo congiunto, organismo composto da 25 Comuni soci, ha infatti approvato il Piano industriale, ma ha stralciato la partecipazione di RetiAmbiente a Novatosc per effettuare ulteriori approfondimenti. A quel punto, il Cda di RetiAmbiente ha recepito il "nuovo" Piano industriale, che mette in standby l'ingresso nella compagine societaria che realizzerà l'impianto. E che, alla fine, l'assemblea di ieri ha votato con il 71% dei voti favorevoli.
Tra questi, non c'è quello del Comune di Peccioli, che tramite il sindaco Renzo Macelloni si è astenuto. "È stato approvato un Piano industriale che non chiude il ciclo dei rifiuti, come invece è richiesto dal Piano regionale - ha affermato - RetiAmbiente ha rinunciato a partecipare alla realizzazione di un impianto di cui poteva avvantaggiarsi e su cui Belvedere era disposta e tenuta a confrontarsi, in forza di accordi sottoscritti e di un impegno profuso negli anni. Anche il presidente, durante l'assemblea, ha spiegato che senza l'entrata in funzione dell'ossicombustore saremo costretti a smaltire tonnellate di rifiuti in altri impianti, con costi elevatissimi che saranno scaricati sui cittadini".
Nel suo intervento durante l'assemblea, Macelloni ha chiarito quelli che a suo avviso restano i punti critici di un Piano industriale senza ingresso di RetiAmbiente in Novatosc: l'assenza di proposte alternative, la mancanza di forme diverse di chiusura del ciclo dei rifiuti e la procrastinazione. "Questa scelta è un regalo a Belvedere, che ringrazia - ha aggiunto ironico - perché partecipando all'impianto RetiAmbiente ha la certezza dello smaltimento e a prezzi controllati; al contrario, Belvedere è libera di fare le proprie valutazioni: anche di non realizzare affatto l'impianto. Se si guarda soltanto all'interesse immediato del Comune di Peccioli, un Piano industriale che non preveda la chiusura del ciclo attraverso nuovi impianti potrebbe apparire persino favorevole, perché aumenta i conferimenti in discarica, non li diminuisce".
E non si tratta, per il sindaco di Peccioli, di soli tecnicismi. C'entra, anzi, la politica: del resto, altri Comuni della Valdera guidati dal centrosinistra, come per esempio Capannoli, hanno rivendicato come un successo il mancato ingresso di RetiAmbiente in Novatosc. "Il Comune di Capannoli non ha partecipato alla votazione dopo aver chiesto il rinvio del punto all'ordine del giorno, insieme ad altri sindaci, per chiarire alcuni punti non sufficientemente esaustivi - ha spiegato la sindaca Arianna Cecchini - il nostro Comune ritiene che il modello di sviluppo per i prossimi decenni debba garantire la sostenibilità ambientale di un territorio già provato da numerosi impianti destinati al trattamento dei rifiuti attraverso la produzione di sempre meno rifiuti, l'incremento della differenziata e la progressiva riduzione del rifiuto residuo".
"L'immagine che emerge dall'assemblea è quella di un Partito Democratico disorientato e senza una linea: c'è tanta confusione - ha concluso il sindaco Macelloni - spero che qualcuno si ravveda velocemente. Credo che i soci di RetiAmbiente, se non vogliono essere loro stessi ad affossare la società, dovrebbero rinviare il Piano industriale al CdA, proponendo subito delle modifiche che permettano di chiudere il ciclo e arrivare ad approvare un Piano industriale che sia tale. Ieri sono state fatte scelte con cui, alla fine, saranno i cittadini a fare i conti".
Pietro Mattonai
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