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Piano rifiuti: una Toscana sempre più ecologica

di - mercoledì 26 novembre 2014 ore 21:21

Abbiamo raggiunto un altro importante traguardo in Consiglio Regionale. 

L’approvazione del Piano regionale di gestione dei rifiuti e bonifica dei siti inquinati segna una svolta storica. Le sue parole chiave sono recupero e riciclo, e quindi sviluppo della filiera e massiccia riduzione dello smaltimento in discarica. 

Uno degli obiettivi che la Regione si è fissata da qui al 2020 è portare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani al 70%: per raggiungerlo bisognerà sempre di più passare dal sistema di raccolta stradale alla raccolta porta a porta, come già sta avvenendo con esiti proficui in molti comuni toscani. Il piano esclude la realizzazione di nuovi impianti di smaltimento rispetto a quelli già previsti: in particolare, non verranno più realizzati impianti di Trattamento biologico meccanico oltre a quelli indicati dai piani provinciali e interprovinciali, gli impianti di termovalorizzazione passeranno da 9 a 7 e le discariche da 12 a 5. 

Prevede inoltre un incentivo del recupero energetico dei rifiuti, in modo da poter passare dall’attuale 13 al 20% e si propone una riduzione dell’attuale produzione, fino a 50 kg per abitante, grazie ancora al sistema porta a porta, alla diffusione capillare di fontanelli, all’autocompostaggio. La Toscana in questo modo è sempre più “europea”. Il piano infatti rispecchia in pieno i principi contenuti nella direttiva comunitaria 2008/98/CE relativi alla riduzione della produzione di rifiuti.

La Toscana in tema rifiuti non parte da zero: stando agli ultimi dati, nell’anno passato la raccolta differenziata nella nostra regione si è attestata a quota 45,53 per cento con un incremento rispetto al 2012 di 2 punti: un tasso di crescita più incoraggiante rispetto all'anno precedente. La produzione di rifiuti urbani nel 2013 è diminuita, col dato pro capite che è passato da 616 a 598 kg/abitante, quindi meno18 kg per abitante rispetto al 2012, attestandosi su valori analoghi a quelli del 1999.

Molto resta da fare, è chiaro, ma il piano è un ottimo strumento per una gestione dei rifiuti sempre più all’avanguardia, rispettosa dell’ambiente, attenta alla salute dei cittadini.


 
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