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Lavoro lunedì 08 settembre 2014 ore 17:40

​Commercio, la crisi rallenta ma non si ferma

Calano del 4,3 per cento le vendite complessive. Crescono sono gli ipermercati e crollano i negozi soprattutto in Valdera e Valdarno Inferiore



PISA — Frena, rallenta, ma non si arresta. La crisi del commercio in dettaglio proprio non ne vuol sapere di fermarsi e, secondo le analisi condotte dall’ufficio studi della Camera di Commercio di Pisa, a farne la spesa sono ancora le aziende che scendono a 8mila.

Nel primo trimestre del 2014 in provincia di Pisa il giro d’affari migliora di poco rispetto all’anno prima ma segna comunque un -4,3 per cento. Pesano su questi risultati, la debolezza dei redditi delle famiglie a causa della crisi occupazionale un alto livello di pressione fiscale. Non aiuta neanche il rallentamento dell’inflazione che, a livello nazionale scende al +0,5% tendenziale nei primi tre mesi del 2014. Ad agosto le anticipazioni segnalano un -0,1% portandoci, quindi, in deflazione.

In crisi soprattutto le piccole aziende (da uno a cinque addetti) che calano di mezzo punto percentuale e aprono il 2014 con un -6,0 per cento di fatturato. A una certa distanza, seguono le medie strutture (6-19 addetti) che arretrano del 2,2 per cento, mentre le grandi unità composte da più di 20 addetti segnano una caduta delle vendite di poco più di un punto percentuale.

L’alimentare, con un -6,3per cento, si conferma il peggior settore tra quelli presi in considerazione dall’indagine. Unica nota positiva, gli ipermercati, supermercati e grandi magazzini che con un +3,8% segnano una decisa inversione di tendenza.

Crolla poi il numero dei punti vendita, soprattutto nei settori di abbigliamento e accessori e prodotti per la casa ed elettrodomestici. Tra le diverse aree della provincia, è ancora una volta la Valdera con -70 unità a segnare la caduta più consistente di negozi, seguita dal Valdarno Inferiore (-39) e Area Pisana (-38 negozi). Più distanziata, ma sempre in terreno negativo, troviamo la Val di Cecina (-8 unità).

“Lo stato di estrema difficoltà in cui versano le famiglie e l’entrata in deflazione – ha commentato Pierfrancesco Pacini, presidente della Camera di Commercio di Pisa – condizionano pesantemente la prima parte dell’anno. Con la deflazione infatti – ha aggiunto – le famiglie, in attesa di prezzi futuri più bassi, rinviano gli acquisti, deprimendo ulteriormente i consumi”.


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