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Attualità Mercoledì 15 Luglio 2026 ore 15:30
Legambiente promuove l'agrivoltaico ai Poggini

L'associazione vede nel progetto un modo per decarbonizzare e aumentare l'uso delle rinnovabili: "Non è un problema se sottrae terreni coltivabili"
PONSACCO — Legambiente prende tutti i contropiede e dice sì all'impianto fotovoltaico dei Poggini. La grande battaglia portata avanti dal comitato e da No Valdera Avvelenata affinché il progetto che interessa 14 ettari dell'area verde tra i territori di Ponsacco e Casciana Terme-Lari non può infatti contare sulla principale associazione ambientalista. Che, anzi, approva l'opera in quanto volta ad aumentare la produzione di energia rinnovabile.
"Nella crisi climatica che avanza e che si manifesta sia nella stagione calda sempre più rovente, sia nell'aumento dei fenomeni meteorologici estremi, la produzione energetica da sola contribuisce per oltre il 75% del totale alle emissioni di gas serra - hanno premesso - è chiaro che senza intervenire sulla produzione energetica vedremo un continuo peggioramento della situazione, con aumento dei danni all'economia e alla salute".
Dunque, Legambiente elenca le possibili alternative: dal negazionismo all'attendismo, passando per un intervento dello Stato con una nuova impiantistica nucleare, i cui effetti si vedranno però tra decenni. Alla fine, per l'associazione, resta soltanto la decarbonizzazione. "Dobbiamo cessare quanto prima ogni dipendenza dalle fonti fossili, responsabili del surriscaldamento - hanno spiegato - e per sostituire un modello che nel corso del tempo ha generato guerre, conflitti e disuguaglianze sempre più insostenibili, non ci sono scorciatoie. Occorre pianificare un sistema energetico basato esclusivamente su quelle fonti che sono di facile reperibilità e non peggiorano la crisi climatica. Sole, vento e acqua sono la risposta più ovvia, più civile, più democratica e più conveniente".
"Il fatto che i progetti di rinnovabili siano presentati e realizzati da privati, che poi vendono l'energia prodotta a prezzi stabiliti da norme statali e europee non è uno scandalo - hanno aggiunto - chiaramente i progetti vanno valutati: a volte sono sbagliati, ma in Italia e in Toscana siamo in forte ritardo sullo sviluppo delle rinnovabili, cosa che avrà conseguenze sul clima ma anche sul costo delle bollette".
Quindi, da Legambiente, arriva un grande sì per l'agrivoltaico dei Poggini. "Ha sollevato critiche feroci e sovradimensionate, ma è compatibile con le necessità e l'emergenza attuali - hanno concluso - è un tipo di impianto necessario, di dimensioni ragionevoli e il fatto che sottragga terreno in parte coltivabile non è un problema, perché per realizzare quanto serve in Italia, oltre ai tetti che sono utili ma non sono sufficienti, basterà l'1% della superficie agricola, che è un piccolo sacrificio che vale la pena sostenere a fronte dei vantaggi e del contributo a mitigare la crisi climatica. Crediamo che i cittadini che si sono mobilitati siano in gran parte in buona fede, ma la chiusura totale è solo un favore a chi ci propone i peggiori scenari".
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