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Politica Venerdì 02 Ottobre 2026 ore 15:00
Parla De Santi, "La mia autonomia è stata ritenuta un ostacolo"

L'ex assessora della Giunta dal sindaco Gasperini, dopo giorni di silenzio, dice la sua: "Non ha tollerato che mettessi in discussione le sue idee"
PONSACCO — "Non per alimentare polemiche personali, ma per rispetto delle istituzioni, dei cittadini e del principio di trasparenza che dovrebbe guidare ogni amministrazione pubblica". Inizia così la lettera che l'ex assessora Anna De Santi, allontanata dalla Giunta di Ponsacco dal sindaco Gabriele Gasperini ormai una decina di giorni fa, ha inviato a QUInews Valdera. Con l'obiettivo, appunto, di voler fare chiarezza.
Del resto, dopo la sua cacciata, la maggioranza del sindaco Gasperini è in fibrillazione: dalla faida interna a Fratelli d'Italia, portata sui banchi del Consiglio comunale, alle parole della ex collega Chiara Calderani, che spiegato di non voler entrare nel merito della scelta del primo cittadino, ma di non condividerne le modalità.
Dunque, capire perché e come De Santi sia stata defenestrata, è fondamentale. "Al momento della revoca, il sindaco mi ha contestato di mettere in discussione la sua autorità, perché esponevo agli altri assessori posizioni talvolta diverse dalle sue - ha scritto - è una motivazione che considero grave: il confronto, sempre franco e schietto, non è un atto di insubordinazione, ma una componente essenziale del lavoro collegiale di una Giunta".
Spiega De Santi che, nel decreto di revoca, si legge che, "all’interno della compagine e del gruppo di lavoro, sarebbero emerse incompatibilità altrimenti irrisolvibili". Motivazioni generiche, per l'ex assessora, che non sarebbero state spiegate a sufficienza nemmeno successivamente.
"In un successivo intervento pubblicato sul profilo Facebook, il primo cittadino mi ha ringraziata per l’impegno e la dedizione dimostrati nel lavoro svolto in questi anni, senza spiegare le ragioni della revoca - ha aggiunto - infine, nel Consiglio comunale del 29 Settembre, il sindaco ha dichiarato che avrei mancato di rispetto alla carica da lui ricoperta e che, per questo, sarebbe venuto meno il rapporto di fiducia. Nella stessa sede, tuttavia, ha riconosciuto la mia competenza e dedizione, aspetti rispetto ai quali mi ha definita insuperabile. Sono parole che non si conciliano con la decisione di revocarmi l’assessorato".
"In 35 anni di servizio in Comune ho sempre operato con correttezza, lealtà istituzionale e rispetto - ha specificato - la mia esperienza professionale mi ha insegnato che il rispetto non coincide con il silenzio e che la collaborazione non richiede rinuncia al giudizio. Le diverse spiegazioni offerte non coincidono tra loro e non chiariscono quali comportamenti specifici avrebbero giustificato la revoca. Una scelta politica pienamente legittima sul piano formale dovrebbe tuttavia essere motivata in modo chiaro, univoco e verificabile, soprattutto quando riguarda un incarico pubblico".
Proprio per la mancanza di ragioni ritenute valide, De Santi si è interrogata sui motivi. "Nei giorni immediatamente successivi è circolata l’ipotesi che fosse necessario liberare il posto occupato da una donna per ridistribuire le deleghe e consolidare gli equilibri della maggioranza consiliare - ha riportato - non posso presentare tale ipotesi come un fatto accertato; proprio per questo sarebbe spettato al sindaco dissipare ogni dubbio. Resta però una convinzione che esprimo apertamente: la mia autonomia di giudizio e la competenza maturata in 35 anni di servizio sono state percepite non come una risorsa, ma come un ostacolo".
"Ho avanzato osservazioni, proposte e posizioni anche diverse da quelle del sindaco, sempre nelle sedi appropriate e con modalità corrette - ha proseguito - in sostanza, il sindaco non ha tollerato la presenza, accanto a sé, di una persona competente, autonoma e capace di mettere in discussione le sue idee. La questione, dunque, non riguarda il rispetto istituzionale sbandierato, che non è mai mancato, ma il modo in cui il sindaco intende il governo collegiale: come confronto leale tra competenze oppure come semplice adesione alle sue decisioni?".
"Anche le modalità con cui la revoca è stata decisa e comunicata sono state profondamente spiacevoli e inadeguate sul piano istituzionale e soprattutto umano - ha concluso - non vi è stato alcun confronto preventivo, nessuna occasione per discutere eventuali criticità, chiarire le rispettive posizioni o tentare di superare le divergenze, se mai ci fossero state. Dopo anni di collaborazione e alla luce dell’esperienza maturata all’interno del Comune, sarebbe stato doveroso almeno un colloquio franco e leale prima di assumere una decisione tanto grave. Ringrazio i cittadini, i commercianti e tutti coloro che mi hanno manifestato vicinanza e solidarietà. Concludo questa esperienza con la serenità di avere svolto il mio incarico con serietà, competenza, onestà e spirito di servizio, nell’interesse di Ponsacco".
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