Attualità Lunedì 22 Giugno 2026 ore 16:00
Porte aperte a Talea, "La nostra seconda casa"

I ragazzi del direttivo, dopo un mese di lavori di ristrutturazione, hanno festeggiato la ripartenza e la capacità di sostenersi a vicenda
PONSACCO — "Abbiamo riaperto le porte del nostro circolo dopo un mese di lavori che ci ha messi a dura prova sotto tanti aspetti. Non sono mancati momenti di sconforto, la stanchezza, gli imprevisti e la paura di non riuscire a terminare tutto in tempo. Ci sono stati giorni in cui il traguardo sembrava lontano, ma non abbiamo mai smesso di crederci e siamo rimasti qui, insieme".
Così dal direttivo dell’associazione di promozione sociale Talea, formato da un gruppo di giovani guidati da don Armando Zappolini, parroco di Ponsacco, ripercorrono le tappe precedenti di un percorso che alla fine ha portato a una nuova ripartenza.
Lieto fine insomma per questi giovani che avevano deciso di prendersi una pausa, anche se costruttiva, e dare un segnale a chi, soprattutto in alcune ore della giornata, meno frequentate, passava e commetteva gesti di inciviltà e atti vandalici.
Ma alla festa del gran ritorno è stato tempo di festeggiare con gli amici, i familiari, i sostenitori e i tanti ponsacchini intervenuti. "Quando pensiamo a questo mese non vediamo soltanto il lavoro svolto da noi, ma vediamo le persone - hanno aggiunto dal direttivo - che hanno deciso di esserci quando avrebbero potuto limitarsi a guardarci da lontano e invece hanno scelto di rimboccarsi le maniche insieme a noi: i nostri genitori e i nostri amici, se oggi possiamo guardare questo risultato con orgoglio è anche grazie a loro. Grazie a don Armando e alla parrocchia per aver creduto in questo progetto e nei giovani che lo portano avanti e per averci dato la possibilità di continuare a far vivere questo luogo".
"Ultimo, ma non per importanza, un grazie speciale va a tutti noi - hanno aggiunto - Anita, Aurora, Benedetta, Chiara, Giada, Eleonora, Andrea e Filippo. Che con impegno, determinazione e tanto spirito di squadra siamo andati avanti, un passo alla volta, fino a raggiungere questo risultato di cui siamo profondamente orgogliosi".
E i brindisi non sono solo per la riapertura del circolo, ma anche per la forza di questi ragazzi di sostenersi a vicenda, "la capacità di superare insieme le difficoltà e la bellezza di costruire qualcosa - hanno concluso - perché il Toniolo non è soltanto un luogo: è la nostra seconda casa".
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