
La madre di Pamela Genini al suo arrivo in tribunale a Milano: «Pronta a combattere per avere giustizia per lei»
Attualità Giovedì 04 Giugno 2026 ore 14:30
Villetta da demolire, "La politica poteva agire prima"

La Giunta del sindaco Gasperini ha incontrato i Cerretini dopo la sentenza definitiva del Consiglio di Stato: "Fatti errori nella fase iniziale"
PONSACCO — "Non avremmo mai voluto convocare la famiglia Cerretini per comunicare la demolizione della loro abitazione". Si conclude così, con un faccia a faccia direttamente tra la Giunta del sindaco Gabriele Gasperini e la famiglia Cerretini l'annoso caso della villetta che, alla fine, dovrà essere demolita.
Un'odissea burocratica che si è snodata nel corso di diversi anni e che, alla fine, si è fermata all'ultimo capitolo scritto dai giudici del Consiglio di Stato, che ha imposto al Comune di Ponsacco di procedere alla demolizione a spese dei proprietari. "Come amministrazione siamo profondamente amareggiati per l’esito del contenzioso giudiziario e avremmo sperato in un risultato diverso - hanno spiegato dal Comune - anche per noi il bosco era in realtà un parco trascurato che non necessitava di distanze da rispettare. Tuttavia, anche quando non sono condivise, le sentenze del Consiglio di Stato devono essere accettate, notificate ed eseguite. Non esistono alternative".
La Giunta ponsacchina, inoltre, ha respinto la lettura politica della vicenda. "È una vicenda che ha soprattutto una natura tecnica - hanno precisato - ed è proprio da questo punto di vista che riteniamo corretto ripercorrerla, con senso di responsabilità e nel rispetto della famiglia Cerretini. Se ci atteniamo alla cronologia dei fatti, emerge che alcuni errori sono stati commessi soprattutto nella fase iniziale, quando il permesso a costruire fu rilasciato, poi sospeso e successivamente riattivato. In quella fase, forse, la politica avrebbe potuto assumere scelte diverse".
"Da quel momento si è susseguita una lunga serie di sentenze, ricorsi e impugnazioni che hanno allungato i tempi, ma non modificato il punto centrale della questione: in quell’area è presente un bosco e non è possibile costruire a una distanza inferiore a 50 metri - hanno aggiunto dall'amministrazione - anche l’ipotesi di una possibile sanatoria non trova riscontro, dal momento che il Consiglio di Stato, con una sentenza del 2020, ha annullato il piano aziendale che costituiva il presupposto stesso della realizzazione dell’immobile".
"Come amministrazione abbiamo incontrato più volte la famiglia Cerretini, cercando ogni possibile soluzione condivisa - hanno concluso - ci siamo trovati a gestire una situazione già definita sotto il profilo edilizio e molto avanzata sotto quello giudiziario. La politica non può compiere miracoli e, soprattutto, non può interferire con le decisioni dell’autorità giudiziaria. Resta l’amarezza per una vicenda umana che coinvolge tutti, ma anche una riflessione sul valore della prudenza: di fronte a situazioni caratterizzate da autorizzazioni contestate, forse sarebbe stato più saggio attendere oppure modificare il progetto di pochi metri".
Se vuoi leggere le notizie principali della Toscana iscriviti alla Newsletter QUInews - ToscanaMedia. Arriva gratis tutti i giorni alle 20:00 direttamente nella tua casella di posta.
Basta cliccare QUI










