Attualità Venerdì 06 Marzo 2026 ore 07:30
Pontedera, capitale della pizza e dei parrucchieri

Tra le oltre 3.800 imprese registrate, a contendersi il primato del commercio, testa a testa serrato tra i settori della ristorazione e dell'estetica
PONTEDERA — Al taglio, classica, con impasti ai cereali, croccante, napoletana, fino alle novità gourmet. Alta, sottile, alla pala. La pizza a Pontedera, tra studiosi dell'arte bianca, artigiani vecchio stampo, panificatori all'avanguardia e molto altro ancora, resiste e persiste, accompagnando il mondo della ristorazione, di cui rappresenta la proposta più gettonata, ad accaparrarsi il primato delle presenze nel commercio, insieme al settore che offre i servizi alla persona, con i parrucchieri e i barbieri in testa alla classifica delle attività cittadine.
La conferma di questa tendenza, ormai radicata da anni, che vede tra le strade del centro e nei quartieri un testa a testa tra i locali dedicati al food, ben oltre i 250 se si conteggiano i bar e le pasticcerie, con quelli dove la regina è la pizza che sono quasi una sessantina da una parte, e dall'altra i coiffeur, per uomo e per donna che invece raggiungono quota 108, arriva da una rielaborazione del Comune dei dati forniti dallo Camera di Commercio Toscana Nord Ovest.
Una sfida a colpi di fon, spazzola e colore per capelli contro pomodoro, mozzarella e farina che, passeggiando tra le vie e curiosando tra le insegne non può passare inosservata. In base agli ultimi dati che conteggiano 3.838 imprese registrate a fare la parte da leone sono insomma gli esercizi pubblici, con un'offerta che passa anche da proposte etniche, varie e multiculturali. Dal poké al sushi, dai minimarket specializzati in cucine diverse ai kebab, una quindicina quelli in città. Senza dimenticare, tanto per citarne alcuni, i ristoranti thailandesi e messicani.
Ma se il fenomeno della tonda margherita, nella versione più comune, continua a vincere, i pontederesi non rinunciano neppure alla cura della propria persona, con i centri estetici che toccano quota 48 e alla messa in piega, con il boom di parrucchieri. E anche in questo caso ce ne sono per tutti i gusti: dalle firme storiche alle new entry, agli acconciatori cinesi e senegalesi.
Tiene infine il settore dell'abbigliamento che, per dirla con i numeri, tra negozi, rivenditori, ingrossi e attività legate a sport come il ciclismo, supera le oltre 250 imprese. “Del resto – ha commentato l'assessore al Commercio Alessandro Puccinelli – mangiare fuori con gli amici o prendersi cura del proprio corpo e del proprio benessere anche estetico sono aspetti a cui difficilmente si rinuncia e non possono essere sostituiti dal commercio on line. Di sicuro, in generale, non è momento che ci fa ben sperare e il commercio, oltre alle criticità legate alle ristrettezze economiche che stanno toccando più o meno tutti, dovrà affrontare anche altri problemi connessi agli eventi di guerra”.
Paola Silvi
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