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mercoledì 13 novembre 2019

Attualità sabato 18 novembre 2017 ore 17:25

Comitato 4.0 e Arcenni rispondono a Della Bella

Matteo Arcenni e Floriano Della Bella
Matteo Arcenni e Floriano Della Bella

L'esponente del centrodestra ed il Comitato Pontedera Sicurezza 4.0 ribattono al segretario locale del PD sul tema della sicurezza in città



PONTEDERA — Continua il dibattito sulla sicurezza nella città di Pontedera. Riceviamo e pubblichiamo integralmente gli ultimi due comunicati in merito, arrivati in redazione a pochi minuti di distanza nel primo pomeriggio dal Comitato Pontedera Sicurezza 4.0 e da Matteo Arcenni

Scrive il Comitato Pontedera Sicurezza 4.0 

Sono giorni che alcuni esponenti del PD locale stanno attaccando il Comitato Pontedera Sicurezza 4.0 inventandosi dichiarazioni e azioni che sono lontane dalla realtà, al limite della diffamazione e della denuncia. Per questo vorremmo ricordare che noi siamo nati e ci impegniamo nel cercare di migliorare una situazione divenuta oramai imbarazzante per la pubblica amministrazione e dove tutta la cittadinanza, non soltanto chi non la pensa politicamente come la nostra pubblica amministrazione, può avere benefici. Inoltre dire che l'app esisteva già è dire il falso in quanto quella presentata dalla Polizia di Stato alcune settimane fa e in prova in alcune realtà, è rivolta al bullismo e per la lotta alla droga, mentre quella in fase di definizione e presentata alla cena da parte del nostro Comitato Pontedera Sicurezza 4.0 si rivolge alla sicurezza a 360° dalla salute, alla violenza, alla segnalazione di azioni illegali. Sulle altre accuse tese alla più o meno civicità del comitato e alla sua vicinanza o meno ai partiti, contestando la nostra struttura apartitica evitiamo ogni commento in quanto non è il sindaco o il segretario del PD che possono dare o no patenti o decidere chi può o non può impegnarsi per migliorare una città che loro hanno e stanno contribuendo a distruggere. Un suggerimento prima di parlare di cose che non si conosce, e ci riferiamo alle APP, a Telegram e ai Comitati, almeno si vada a dare un'occhiata di cosa si tratta, giusto per non fare una figuretta.

Il comitato promotore di Pontedera Sicurezza 4.0

Scrive Matteo Arcenni

In merito alla mitragliata di comunicati e interventi da parte dell’amministrazione comunale e di soggetti a essa molto vicini apparsi in questi giorni sulla stampa locale, cartacea e soprattutto online, credo sia doveroso fare alcune precisazioni. In primis, per ciò che riguarda l’applicazione “Presidio civico”, presentata in questi giorni e finalizzata a contrastare episodi di microcriminalità, tengo a precisare che è il frutto del lavoro di un comitato di cittadini pontederesi. Pertanto è scorretto attribuirla esclusivamente alla mia persona, nonostante, e non ho problemi ad ammetterlo, sia completamente d’accordo con l’iniziativa in questione. A mio avviso, inoltre, è sconcertante che il sindaco Simone Millozzi, di fronte a un gruppo di residenti del Comune che lui governa, volta a migliorare la qualità della vita in città, non sappia fare altro che criticarli e gettare addosso a loro fango. Gli stessi cittadini, tra l’altro, nel comunicato, a firma del comitato e non mia, inoltrato agli organi di stampa alcuni giorni fa, hanno scritto che sono disposti a finanziare totalmente l’operazione. Al di là delle connotazioni politiche, che nella fattispecie potrebbero anche essere lasciate da parte, come si può non apprezzare la forza di volontà di un gruppo di persone che lavorano, e tirano fuori soldi, per avere una città migliore e quindi più sicura? Ribadendo che l’idea dell’applicazione per cellulari e del “Comitato sicurezza 4.0” non è mia, ma di un gruppo di pontederesi, e quindi non è leggibile con accezione politica, suggerisco a Millozzi, che dice chiaramente che l’idea di rafforzare la sicurezza con l’aiuto di cittadini volenterosi è solamente un’iniziativa “strumentale e interessata”, di farsi un giro in corso Matteotti, bussare alla porta dei negozi e ripetere che quella del comitato è solo un’azione “strumentale e interessata”. Lo dica alle numerose attività del centro, già in ginocchio per un commercio che non decolla, che ogni giorno lavorano per pagare la sistemazione della vetrina che i ladri hanno infranto poche sere fa. Lo dica al noto commerciante che, dopo decenni di carriera dietro alla cassa della sua attività, qualche settimana fa è stato pestato a sangue in pieno centro storico all’orario dell’aperitivo da due malviventi. Lo dica a chi ogni giorno resta senza bicicletta, perché ormai in città vengono rubate in ogni angolo. Lo dica a chi si è rivolto al concessionario per sostituire il vetro della propria auto presa di mira dai ladri. Lo dica alle donne che non escono più di casa la sera dopo cena. O alle mamme che trovano le siringhe nei parchi pubblici. O ai residenti di piazza Kennedy e zone limitrofe, dove la delinquenza regna sovrana da anni. Lo dica alle catene commerciali presenti in centro, che ogni settimana fanno i conti con centinaia di euro di merce rubata dagli scaffali. A tutte queste persone, il sindaco, abbia il coraggio di dire personalmente, e con parole semplici, senza ricorrere alla sua dialettica “politicizzata”, che l’idea di un gruppo di pontederesi di potenziare la sicurezza in città attraverso un’applicazione per cellulari è “strumentale e interessata”. Sarei curioso di sentire le risposte della gente. Ma per quelle, per fortuna, c’è l’urna elettorale.

Matteo Arcenni Centro Destra Valdera



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