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domenica 21 luglio 2019

Attualità lunedì 10 settembre 2018 ore 12:45

Dimissioni Barabotti Cpo, la replica di Robustelli

Cecilia Robustelli

La presidente della commissione ha commentato le dichiarazioni della consigliera di centrodestra: "Se non partecipa alle riunioni non può accusare"



PONTEDERA — "In qualità di presidente della Commissione Pari Opportunità (CPO) dell’Unione dei Comuni della Valdera ho il dovere di intervenire sulla comunicazione della sua componente Federica Barabotti, consigliera del Comune di Pontedera (sostenuta da Domenico Pandolfi, anch’egli consigliere dello stesso Comune), di voler “prendere le distanze dalla commissione pari opportunità”, per ricordare a loro e a chi legge che ella lo aveva fatto già da tempo, avendo partecipato alle riunioni della CPO in modo – per usare un eufemismo - estremamente saltuario. Questo comportamento, poco rispettoso verso le istituzioni e soprattutto verso il Comune di Pontedera che l’aveva designata, era stato più volte stigmatizzato dalle Commissarie della CPO, che si vedevano private del contributo di una collega, e segnalato a entrambi, ma senza successo". Così si esprime Cecilia Robustelli, stimatissima docente di linguistica e presidente della commissione pari opportunità dalla quale nei giorni scorsi la consigliera di centrodestra Federica Barabotti ha preso le distanze per l'attività e le prese di posizione su alcuni casi, primo fra tutti la nomina di Andrea Buscemi ad assessore alla cultura a Pisa.

"Aggiungo, facendo riferimento alla confusa affermazione che la CPO prenderebbe contatti solo con quelle associazioni come la Casa della Donna che manifestano contro qualcuno che non piace a loro - ha aggiunto Robustelli in riferimento alle dichiarazioni di Barabotti -, che la decisione di stabilire contatti a fine conoscitivo con le associazioni e i centri antiviolenza del territorio (Pisa, Pontedera, San Miniato) è stata presa dalla CPO nella seduta dell’8 gennaio 2017 (v. verbale), ben otto mesi fa".

La presidente ha poi precisato: "Ricordo inoltre che la CPO in poco più di tre mesi dall’inizio de suoi lavori (novembre 2017) ha realizzato una serie di incontri per l’8 marzo dedicati alla sensibilizzazione delle cittadine e dei cittadini dei comuni dell’Unione Valdera nei confronti della violenza di genere (v. verbali e stampa), cui hanno fatto seguito dei mesi successivi la realizzazione di eventi in singoli comuni e la programmazione di un’attività formativa interna alla CPO ancora in corso. È altresì in corso sin dal giugno scorso la preparazione di una serie di iniziative per il 25 novembre, Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne, un obiettivo ribadito dalla Convenzione di Istanbul, le cui disposizioni devono essere attuate senza alcuna discriminazione (v.art. 4)".

"È ovvio - ha concluso Robustelli - che se Barabotti non partecipa alle riunioni della CPO non può essere al corrente delle sue attività. Quanto alle fantasiose supposizioni di uno sposalizio da parte della CPO della causa della Casa della Donna di Pisa nella strumentale battaglia contro l'attuale assessore alla Cultura del Comune di Pisa, si rassicurano Barabotti e Pandolfi che la CPO non ha mai preso decisioni in merito e non ha mai discusso neanche discusso la questione nelle sue riunioni. E se, ancora una volta, Barabotti non può saperlo perché non ha partecipato a tali riunioni, ciò non l’autorizza, tanto più essendo ancora in carica nella CPO, ad affermazioni senza fondamento e ad accuse lesive dell’operato della Commissione: da esse sono io, come presidente della CPO, a prendere le distanze". 



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