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Attualità domenica 15 maggio 2022 ore 07:30

​Garibaldi fu ferito dal fuoco amico?

Nello scontro in Aspromonte fra i garibaldini e i soldati italiani, l'eroe dei due mondi si vide colpito da un proiettile che poi gli fu tolto a Pisa



PONTEDERA — A liberare Roma, Giuseppe Garibaldi ci aveva già provato nel 1862. Successe nel sul dell'Italia, nell'Aspromonte (in calabrese Asprumunti o Spremunti) calabro quando un tiratore scelto dell'esercito italiano lo ferì in una gamba. E un po' tutti, o comunque in tanti, si canticchiò in tutta l' Italia la famosa nenia di "Garibaldi fu ferito, fu ferito ad una gamba, Garibaldi che comanda, che comanda i suoi soldà".

Si tratta della famosa giornata dell’Aspromonte, quel 28 agosto del 1862 in cui Garibaldi fu colpito da un proiettile nel malleolo destro nel corso di una scaramuccia con i bersaglieri piemontesi del generale Pallavicini Priola. Secondo alcuni gli storici, l’eroe dei due mondi sarebbe invece stato ferito da “fuoco amico”, ovvero da un colpo sparato dalle camicie rosse nel momento in cui il generale si interponeva fisicamente per evitare lo scontro fratricida. In molti pensano che così successo, ma è anche possibile che il feritore sia stato davvero un bersagliere italiano .

Poi Garibaldi fu portato prima in carcere e poi a Pisa, dove fu operato è guarito. Quando Garibaldi venne a Pontedera per parlare sul Piazzone _ era il giorno del suo 60° compleanno, 4 luglio 1867 _ l'eroe dei due mondi girava per l'Italia per cercare soldati. A Pontedera Garibaldi fu accompagnato dal suo amico generale, da poco in pensione, Luigi Stefanelli, pontederese nato in via Gotti _ dove c'è la lapide che lo mostra a tutti _ che aveva chiuso la carriera al comando dell' armata italiana di Bari, impegnato nella guerra al famoso "brigantaggio" borbonico.

Andato a riposo, Stefanelli - proprietario dell'omonimo palazzo che poi venne ceduto al comune - si era trasferito a Castelfranco dove ospitò per 15 giorni Garibaldi portandolo in giro per l'intera zona e accompagnandolo spesso alle terme di Monsummano che gli davano sollievo ai dolori artritici.

Sul piazzone di Pontedera ad ascoltare Garibaldi c'era parecchia gente e c'era anche un delegato di polizia che seguì passo passo l'eroe. E quando terminò l'incontro, il delegato mandò a Pisa l'elenco degli 'agitatori' garibaldini della zona pontederese. Erano 13, di cui 5 di Pontedera, 6 di Cascina, uno di Palaia e uno di Terricciola, tutti indicati con nome, cognome e paternità, età professione.

Il primo della lista fu Galiberti Federico, di Vincenzo da Pontedera, età 31 anni di professione barbiere,di buona condotta. La professione più citata fra i 13 fu quella di falegname mentre quelli indicati "di cattiva condotta" furono la maggioranza
E al quarto posto c'era il pontederese Jessi Brandani che diventerà un anarchico giramondo di cui riparleremo. 


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