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giovedì 23 gennaio 2020

Lavoro venerdì 29 luglio 2016 ore 10:54

Il crollo verticale degli appalti pubblici

Denuncia della Cna della provincia di Pisa:"45 per cento in meno rispetto al 2015 per l'importo totale di tutti i bandi del territorio pisano"



PONTEDERA — Dopo la denuncia del forte calo degli appalti pubblici nel numero e negli importi, dell’Autorità Nazionale Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone a livello nazionale, ora giungono anche i dati a livello locale a conferma di questo trend negativo che mette in ulteriori difficoltà un comparto, quello delle costruzioni, già stremato da anni di crisi.

I dati locali della provincia di Pisa (elaborazione CNA su dati Osservatorio Regionale Appalti) impietosamente confermano questo stop . Infatti se gli importi complessivi ammontavano nel primo semestre 2015 a € 367.964.538,08, questi si sono prosciugati fino a € 200.372.755,8 da gennaio a giugno 2016. Ovvero un crollo del 45% da un anno al seguente. Ed anche facendo il confronto con il 2014 con importo complessivo pari a € 298.353.861,58 e quindi meno generoso del 2015, il calo è pur sempre di un terzo. Anche l’analisi della numerosità dei bandi pubblicati in questi periodi conferma con nettezza il trend negativo: nell’aprile 2015 i bandi sono 105 e così anche quelli di maggio, che precipitano a 69 e 59 rispettivamente negli stessi mesi nel 2016. I dati di giugno sono ancora peggiori infatti erano 97 i bandi nel 2015 e solo 9 nel mese scorso, (anche se è un dato ancora non definitivo).

“In generale ci pare che manchi il senso dell’urgenza nelle pubbliche amministrazioni nel far riprendere il mercato degli appalti pubblici” così il presidente CNA Pisa Matteo Giusti commenta i dati elaborati da CNA che fotografano un sempre più preoccupante crollo degli investimenti. “Molteplici possono essere le chiavi di lettura di questi dati, alcune anche oggettive e riferite alla complessità delle nuove norme (centralizzazione delle Committenze, mercato elettronico, progetto esecutivo obbligatorio, incertezze interpretative, direttive ANAC e decreti attuativi ancora in corso, ecc.), ma la drammaticità dei dati resta assolutamente invariata e la loro ripercussione sulla situazione economica delle nostre imprese e del nostro territorio è sempre più dirompente, assolutamente non più sostenibile. Chi amministra il nostro territorio – ragiona Giusti - ha il dovere di valorizzare il proprio tessuto economico e produttivo, i posti di lavoro e gli spazi per la creazione di impresa. Il tempo è scaduto, se l'importante leva degli investimenti pubblici non ritorna ad esercitare il ruolo che le compete di volano per l'economia e il lavoro. Progetti e risorse non mancano, non accettiamo più scuse di nessun tipo. CNA farà di tutto per tutelare le proprie imprese”.



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