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Attualità mercoledì 25 maggio 2016 ore 13:00

"Dal Canto ha saputo raccontare Pontedera"

Millozzi e Babb

Le parole di commiato che Millozzi ha dedicato all'artista pontederese: "Per oltre 40 anni ha dipinto e raccontato la propria visione degli uomini"



PONTEDERA — "Cari familiari, cari concittadini, 

   questa mattina siamo qui riuniti per dare l'estremo saluto a Giorgio Dal Canto, che gli amici chiamavano Babb, nostro caro concittadino ed uomo a cui questa città deve molto.Giorgio Dal Canto ha saputo raccontare il nostro Paese ma anche la nostra Pontedera con intelligenza, ironia ed umiltà al modo che soltanto i grandi sanno usare. Le sue opere ci hanno descritto, con entusiasmo e libertà di spirito, le contraddizioni del nostro tempo e la solitudine delle persone dal punto di vista che più gli piaceva: quello dei più deboli contro la tracotanza dei potenti. Per oltre 40 anni ha dipinto e raccontato la propria idea, la propria visione, degli uomini, dei loro difetti e delle loro relazioni, adottando proprio la città di Pontedera e molti dei suoi luoghi, dei suoi angoli più suggestivi, come scenografie, come quinte, come palcoscenico. Il duomo, la chiesa della Misericordia di Pontedera, il palazzo pretorio, i nostri monumenti e alcune delle nostre piazze sono state immortale e deformate in maniera ironica e amorevole per farne il teatro su cui far muovere i suoi attori.Certo Babb ha spaziato anche fuori dalla sua città. Ha rappresentato la Torre di Pisa, palazzi e piazze fiorentine o lucchesi, paesaggi della Toscana per narrare cosa pensava di se stesso e degli altri. Soprattutto del potere.Uno spirito libero ed un pittore anarchico che ha avuto la capacità di raccontare il mondo come gabbia in cui l'"omino" si trova schiacciato da potenti di ogni risma.I suoi personaggi vivono, in città opprimenti, la solitudine dell’uomo nella frenesia di una folla troppo protesa verso un benessere irraggiungibile ed effimero; la divisione tra potenti e vinti è netta, sebbene la contraddittorieta' ed il lato paradossale del mondo e dell'uomo talvolta riescano a sovvertire completamente la situazione.Tra i suoi temi più cari e più coltivati, quello della menzogna. L'uomo, sembra dirci attraverso molte delle sue opere, è un gran bugiardo e da qui credo derivi l'amore per quell'incredibile personaggio marionetta che è Pinocchio. Toscano verace anche lui. Come Babb. Ci dice come Pinocchio sia un po' dentro a tutti noi, che Pinocchio sia una maschera della contemporaneità; esso è stato indiscutibilmente uno dei suoi messaggi più riusciti, più efficaci e di maggiore presa.Babb è riuscito ad essere profeta in patria, perchè sono convinto che non ci sia una casa di Pontedera, una casa di “forderponte” di sicuro, dove non si trovi un quadro o una litografia o un cenno anche in formato povero della sua arte. Non c'è una persona con più di quarant'anni che non sappia chi sia Babb e non conosca qualcuno dei suoi disegni, delle sue vespe, dei suoi pinocchi, dei suoi preti, dei suoi personaggi con le colorate magliette a righe degli anni '60.Il linguaggio del suo genio parlava davvero a tutti. Persone semplici e persone colte. Era popolare. Perchè popolari erano i suoi personaggi, i suoi paesaggi, i temi che trattava, il suo moralismo.Alla fine della sua avventura terrena Babb è andato ben oltre Pontedera: è andato lontano fino alla Biennale di Venezia, ricevendo così un ampio riconoscimento non solo dal pubblico di amici che lo ha amato da subito e ha acquistato le sue opere da sempre, ma anche da parte di una certa critica più snob che alla fine ha scoperto e riconosciuto la qualità delle sue opere, la sua profondità poetica, la sua cifra stilistica. E questo per un artista che ha incominciato la sua avventura pittorica ormai da uomo fatto, con un taglio maturo e una ironia tutta toscana, non era, non è, affatto una cosa scontata. Da questo punto di vista la città, l'Amministrazione comunale e la Fondazione Piaggio gli hanno tributato un evento straordinario nel 2009 realizzando una mostra di quasi due mesi al Museo Piaggio e allestendo un catalogo magistralmente curato da Dino Carlesi con un titolo che suona così: Una storia (contro). Con la parola contro inserita tra parentesi. Nel presentare la mostra del 2009 Carlesi scriveva che la sua opera pittorica in fondo poteva essere letta come un “attacco poetico al potere”. E non sbagliava. Perchè chi ha conosciuto Babb penso abbia percepito bene questo suo essere “contro i poteri”: tutte le declinazioni del potere. Ma, al tempo stesso, penso che avesse ragione anche Ilario Luperini che sempre a proposito della stessa mostra tratteggiava il percorso artistico di Babb come segnato da “ironia e amarezza, disincanto e preoccupazione”. Insomma un uomo contro, ma con misura, con gusto, con amore.Tra le cose che vorrei anche ricordare c'è il sodalizio tra due eccellenze cittadine, ovvero tra l'artista Giorgio Dal Canto e la Tipografia Bandecchi & Vivaldi per la quale da oltre vent'anni Babb illustrava ogni anno l'Almanacco, contribuendo a rendere ancora più popolari i suoi personaggi e le situazioni che disegnava. E presso la Bandecchi & Vivaldi non a caso sono usciti diversi suoi cataloghi nel corso degli ultimi 30 anni.Poichè niente nasce dal nulla, va peraltro ricordato che Dal Canto ha lavorato per tanti anni presso la ditta Pasquinucci, dove ha perfezionato il suo stile e le sue abilità manuali come decoratore, anch'esse un'eccellenza cittadina. Insomma la sua arte nasce dal lavoro di artigiano al servizio di una impresa di alta qualità.Per questo, qualunque angolo visuale si scelga, l'artista Babb ha vissuto e vivrà all'interno di uno struggente ed indelebile connubio con Pontedera. Opera in simbiosi con le sue eccellenze produttive dentro cui vive, lavora, impara e a cui restituisce sapere e qualità.In questo senso possiamo dire che Dal Canto ha preso e ha dato molto alla città. Non è retorica di circostanza affermare che la nostra comunità perde una voce unica che ha intrecciato e testimoniato molte delle vicende del nostro territorio.Babb di ha donato colore, ironia, nostalgia e tanti altri sentimenti che non si possono riassumere in poche parole. Ha dato qualità. Ha dato arte. Ha contribuito ad arricchirci e farci scoprire cose che non conoscevamo con il suo lavoro pittorico.Sono lavoratori, artigiani, artisti come Giorgio Dal Canto che ci aiutano a crescere e a diventare più consapevoli, ad ampliare i nostri orizzonti.Ampliare i nostri orizzonti facendo “nostri” i messaggi che si percepiscono dai dipinti di Dal Canto coniugati all'importanza della pittura, della cultura, dell'arte come strumenti per risvegliare le coscienze, come momenti per elevare la qualità culturale del nostro discutere indicando, con questo, una “via diversa” per costruire un mondo migliore, per favorire quel dialogo e quelle relazioni sociali che oggi sempre più mancano alla quotidianità degli uomini.Oggi tutti insieme siamo qui a salutare l'uomo ed a partecipare, accanto alla sua famiglia ed agli affetti più cari, del dolore della sua perdita. Ma siamo confortati dal fatto che Babb, come ogni vero artista, ha superato gli angusti limiti del tempo afferrando e donandoci generosamente la scintilla dell'eternità: quella della sua arte che sta lì a dar luce e colore ai giorni nostri e di chi verrà dopo di noi. E' così. Le sue tele ed i suoi disegni continueranno a commuoverci, a farci sognare e riflettere. Accompagneranno anche i nostri figli e i nostri nipoti.Ti salutiamo con affetto Giorgio.E ti ringraziamo, artista straordinario, per esser stato il pittore di Pontedera e dei “pontaderesi”.Buon viaggio Babb"

Simone Millozzi, sindaco di Pontedera



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