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Attualità Sabato 02 Maggio 2026 ore 13:30
Incidente in via De Nicola, "serve chiarezza"

Comune condannato a pagare 250mila euro, dopo un sinistro accaduto a un cittadino nel 2013. Fratelli d'Italia, "faremo acceso agli atti per capire"
PONTEDERA — “Sulla vicenda dell’incidente stradale di via De Nicola del 2013 vogliamo fare piena chiarezza. Per questo procederemo con un accesso agli atti, al fine di verificare le effettive comunicazioni intercorse tra l’assicurazione e il Comune di Pontedera”. Così Fratelli d'Italia torna sulla vicenda che già aveva tenuto banco in Consiglio comunale dove era stato approvato un debito di 250mila euro fuori bilancio dopo che il Tribunale di Pisa aveva condannato a pagare Palazzo Stefanelli a seguiro di un incidente d'auto ce ha coinvolto un cittadino 13 anni fa.
La Corte d'Appello di Firenze ha poi sospeso l’esecuzione della sentenza per ogni somma superiore alla metà degli importi indicati a titolo di risarcimento del danno e di liquidazione delle spese processuali ma la Giunta ha disposto il prelevamento dal fondo rischi contenzioso della somma per non far diventare esecutiva la sentenza.
“Secondo quanto affermato dall’amministrazione, l’assicurazione avrebbe invitato il Comune a non costituirsi in giudizio, ritenendo sussistenti responsabilità dell’ente. Questa è una ricostruzione che ci solleva più di qualche perplessità: è quantomeno anomalo che una compagnia assicurativa - ha ribadito il consigliere comunale di FdI Alessandro Brini - rinunci a difendersi in giudizio, considerando anche l’entità della somma in gioco, pari a circa 500mila euro. L’accesso agli atti servirà proprio a chiarire nel dettaglio cosa sia stato effettivamente comunicato tra le parti”.
Per il gruppo d'opposizione "l'intera vicenda è stata gestita in modo gravemente inadeguato dall’amministrazione. A nostro avviso emergono possibili profili di responsabilità per danno erariale: il Comune non si è costituito in giudizio in primo grado, rinviando ogni iniziativa alla fase di appello, e non ha provveduto a chiamare in causa l’assicurazione nei tempi utili. Una scelta che oggi produce conseguenze rilevanti, dal momento che in appello la compagnia non può più essere convocata e il Comune deve pagare 250mila euro di risarcimento, oltre alle spese legali. Per questo vogliamo far luce su quanto accaduto e accertare eventuali responsabilità”.
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