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venerdì 15 novembre 2019

Attualità sabato 31 dicembre 2016 ore 18:01

L'anno che va, l'anno che viene

Da Leopardi ai fatti e misfatti cittadini di questo 2016 che ci lascia senza eclatanti avvenimenti e con qualche speranza



PONTEDERA — Da 'Dialogo di un venditore di almanacchi e un passeggere', di Giacomo Leopardi

Passeggere: Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere: Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore: Si signore.
Passeggere: Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Venditore: Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere: Come quest'anno passato?
Venditore: Più più assai.
Passeggere: Come quello di là?
Venditore: Più più, illustrissimo.
Passeggere: Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore: Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere: Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore: Saranno vent'anni, illustrissimo.
Passeggere: A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Venditore: Io? non saprei.
Passeggere: Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore: No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore: Cotesto si sa.
Passeggere: Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore: Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse...

Anche Pontedera ha da trentaquattro anni il suo almanacco, opera preziosa (della storica tipografia editrice Bandecchi & Vivaldi, stavolta con l'ultima copertina disegnata dallo scomparso Babb) e utile per ricordare il passato e confrontarlo con l'oggi in vista del domani. In suo omaggio abbiamo pensato di aprire questa puntata di Tuttopontedera con lo scorcio iniziale del dialogo leopardiano che si insinua nei gangli dell'esistenza di tutti noi con un linguaggio semplice. 

Che dire, invece, del 2016 che se ne va... Diciamo che è stato un anno senza terremoti, ahimè devastanti in centro Italia, né tragedie di massa come quella dei bombardamenti del '44 e dell'alluvione del '66, ricordata nel suo cinquantenario con molte iniziative. Ma un anno purtroppo caratterizzato da tante tragedie stradali, dentro e intorno la città, a significare che neanche l'inasprimento delle pene serve a fermarle se non impariamo tutti quanti a guidare con prudenza e magari spengendo il telefonino. 

Sul piano politico il 2016 è stato l'anno della rottura dell' Unione Valdera con l'uscita dell'Alta Valdera e di Ponsacco, Unione nata 8 anni prima ed evento che non risolve né aggrava la crisi economica ancora e purtroppo perdurante ma che conferma quanto sia difficile unire i tanti (e spesso belli) campanili della Valdera nella quale soltanto Pontedera può fare da polo unificante se tutti, però, accettassero questa evidente realtà. Comunque sia, molto meglio il campanilismo che il disinteresse per il proprio paese. 

La Piaggio ha continuato anche nel 2016 la sua linea di discesa occupazionale 'soft' voluta dal presidente Colaninno, ovvero niente licenziamenti di massa ma forti dosi di ammortizzatori sociali e uscite prepensionistiche, con la conseguenza che anche le fabbriche fornitrici hanno sempre più difficoltà. Vedi la Ristori che ha licenziato proprio in questi giorni decine di dipendenti.

E' una situazione che gli esperti presentano come inevitabile in tempi di forte globalizzazione, dove la produzione non di alta tecnologia emigra nei Paesi emergenti e nei quali il suo costo del lavoro è minore, ma che toglie posti a Pontedera, in Toscana, Italia e in parte dell'Europa. 

Per quanto riguarda il commercio, soprattutto quello nuovo sia ell'abbigliamento che nella ristorazione, Pontedera ha fatto e sta invece facendo passi avanti con nuovi supermercati e bar-pasticcerie anche di forte impatto fino a conquistare il loggiato di Palazzo Pretorio. L'edificio più grande (54 stanze) e più storico della città che sembrava destinato a diventare un'altra cattedrale nel deserto e che è stato invece rilanciato dall'amministrazione comunale in intesa con privati coraggiosi, a cominciare da quel Daniele Bini che sempre più si rende protagonista della vita cittadina.

Nella quale è scoppiato anche il presunto scandalo Geofor, partito col cattivo odore spirante in città, ma ora diminuito, e arrivato alla gita del presidente (ora dimissionario) con l'auto aziendale. Vedremo come finirà, ma un grande scandalo, per gli appassionati dell'argomento, non ci sembra. 

Il calcio granata è al suo 4° campionato professionistico, record assoluto nei suo 104 anni di storia, ma stavolta è impegnato in una dura lotta per salvarsi, ovviamente con la speranza e l'augurio di farcela, mentre sempre più giovani anche pontederesi vanno all'estero col ruolo di nuovi migranti, alcuni di successo e altri assistiti dalle famiglie mentre i migranti di un tempo mandavano soldi alle famiglie.

Molte altre cose ci sarebbero da dire, come la perdurante violenza in famiglia e fuori famiglia, ma crediamo che i nostri lettori possano aggiungere ancora altri temi a questi da noi toccati. 

Mentre il finale non può che essere quello degli auguri.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata



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