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Lavoro lunedì 16 maggio 2016 ore 17:26

Licenziamenti Piaggio, Cobas non ci sta

I delegati Giusti e Piro hanno lanciato un duro 'J'accuse' nei confronti dell'azienda per la situazione delle due lavoratrici dopo la visita di Renzi



PONTEDERA — Critiche al jobs act e al governo Renzi. I Cobas di Pisa sono intervenuti sul licenziamento delle due lavoratrici della Piaggio, licenziate per avere una postato e l'altra commentato un giudizio poco lusinghiero sulla proprietà e sul presidente del Consiglio Matteo Renzi.

"Con il jobs act - hanno detto Federico Giusti e Antonio Piro - la norma che prevede la possibilità per le aziende di utilizzare a fini disciplinari, sia strumenti di lavoro dati ai dipendenti come pc, tablet e cellulari che sistemi di videosorveglianza è diventata legge. Così quanto era impedito dallo Statuto dei lavoratori viene invece permesso dal Jobs act e ogni datore aziendale non ha bisogno di accordarsi con il sindacato per installare telecamere e procedere con un controllo asfissiante dei propri dipendenti".

"L'uso delle telecamere e la videosorveglianza sul posto di lavoro è ammesso - hanno proseguito - a patto che tali controlli siano diretti sui macchinari ma non sui lavoratori, in modo da garantire la privacy del dipendente. Ma quale privacy potrà essere tutelata se un qualunque spione sarà autorizzato a entrare dentro i nostri profili fb, spiare le amicizie, le tendenze politiche e sessuali, penetrare negli spazi più riservati della nostra esistenza? Diamo per scontato che gli operatori di mercato da anni ormai studino tendenze e gusti attraverso i social newtork , siamo in presenza di un salto di qualità che riguarda le più elementari libertà democratiche individuali e collettive".

"I controlli aziendali - hanno detto - sono rivolti ormai a controllare la vita privata dei lavoratori, non ci si limita a vedere se usi Fb durante l'orario di lavoro (il che di per sè non pregiudica la tua attività lavorativa), si vuole impedire sistematicamente ogni attività sindacale, sociale e politica che non sia allineata ai voleri padronali e governativi. In numerosi enti pubblici hanno approvato codici di comportamento che vietano perfino la stampa e la diffusione di documenti aziendali pena provvedimenti disciplinari severi, accuse civili, penali e deferimenti alla Magistratura contabile. La Pubblica amministrazione diventa cosi' un luogo impenetrabile al pari di una azienda che produce brevetti da difendere, per i cittadini non esiste piu' possibilità di critica e di informazione".

Le dure parole dei Cobas hanno rigurardato anche le condizioni di lavoro: "Non si accontentano di pagarci poco, di rinnovare dopo anni i contratti nazionali, di sfruttarci ogni giorno sempre di piu', di farci ammalare senza neppure riconoscere le patologie contratte, oggi sono passati allo spionaggio (pagato con i soldi nostri) per renderci silenti e proni ai padroni e ai loro politici. I sociali network sono sempre più lo specchio della società , della crescente impotenza di tanti uomini e donne che affidano alla tastiera del pc rabbia, delusione per condizioni di vita e di lavoro sempre piu' precarie. Piaccia o non piaccia navigare nei profili fb è una violazione della privacy, un ingresso forzoso e forzato nella vita delle persone".



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