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domenica 15 dicembre 2019

Attualità martedì 08 dicembre 2015 ore 18:30

L’Itcg “Fermi” riflette sulla pena di morte

Lezione fuori sede per cinque classi quinte dell'istituto. Nella Chiesa di San Matteo, un incontro promosso dalla comunità di Sant'Egidio



PONTEDERA — Lezione fuori sede per cinque classi quinte dell’Itcg Fermi, diretto dal professor Luigi Vittipaldi. In occasione della Giornata Internazionale contro la Pena di Morte, circa cento studenti dell'Istituto hanno partecipato a Pisa, nella Chiesa di San Matteo, all’incontro "Voci dal braccio della morte", promosso dalla comunità di S. Egidio, da sempre impegnata in favore della moratoria universale della pena capitale.

Molti gli spunti di riflessione stimolati dai vari interventi. Considerare la pena di morte una sorta di vendetta di Stato, che non ha a che fare con la giustizia e non risolve il problema della ferita al corpo sociale, inferta dall’atto delittuoso. 

L’offesa che il crimine porta alla società viene ancora più approfondita e ulteriormente acutizzata da un’ulteriore morte, da cui la necessità di garantire metodi alternativi di protezione sociale, anche a fronte dei crimini più orribili, e di costruire una cultura ed un’educazione ai diritti umani diffusamente condivisa, in cui sia sempre valorizzata la dignità della persona.

Una vera e propria lezione di vita, infine, dal protagonista indiscusso dell’appuntamento, Bill Pelke, fondatore di “Journey of Hope”, associazione di parenti delle vittime contro la pena capitale.

Bill ha portato la sua dolorosa, appassionata e intensa testimonianza in difesa della vita e della pace, a partire dall’omicidio della nonna, avvenuto nel 1985, nel corso di una rapina effettuata da cinque ragazzine quindicenni.

Egli ha raccontato il sofferto e lungo cammino di revisione interiore e di conversione che lo ha portato ad atteggiamenti di compassione e di perdono verso Paula Cooper, la giovane condannata a morte per l’assassinio di sua nonna, promuovendo una campagna di sensibilizzazione internazionale che ha reso possibile la commutazione della pena capitale in ergastolo.



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