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Attualità giovedì 14 gennaio 2021 ore 06:30

Palestre, c'è anche chi non ha fretta di riaprire

Gionata Carli e Dania Grassini
Gionata Carli e Dania Grassini

Una struttura di Fornacette è pronta a riaprire, sfidando il dpcm. Due gestori pontederesi: "Palestre supportate dallo Stato, aprire ora non conviene"



PONTEDERA — La rete di palestre Gimfive, undici strutture in tre regioni (Toscana, Emilia Romagna e Umbria) ha fatto sapere che, pur andando contro il Dpcm in vigore riaprirà i centri sportivi domani, venerdì 15 Gennaio. 

Un primo tentativo di riapertura è stato fatto da Gimfive a Parma, ma dopo poco la polizia è arrivata per chiudere tutto.

Una delle palestre di Gimfive è in Valdera, a Fornacette sulla Toscoromagnola, ben visibile dalla strada. Abbiamo chiesto ad altri due gestori di palestre della Valdera cosa ne pensassero della decisione della Gimfive di andare contro la legge, per quella che loro definiscono una disobbedienza civile.

In Valdera c'è da ricordare la protesta iniziata a fine Ottobre nella palestra Infit di Pontedera: da allora i titolari passano le notti nel centro di allenamento, per protestare contro la chiusura imposta dal Governo per rallentare la corsa del coronavirus.

I due titolari di palestre intervistati da QUInews Valdera sono Gionata Carli di Tycos Pontedera e Dania Grassini, di Body&Soul Pontedera. Li avevamo già intervistati a Giugno 2020, dopo la prima ripartenza.

"Ho visto l'iniziativa di Gimfive - ha detto Carli - e il suo immediato fallimento con l'arrivo delle forze dell'ordine, anche se il gesto era puramente simbolico. Noi non abbiamo fretta di riaprire, ora non ci sono le condizioni". 

Inoltre, secondo Carli "il settore palestre è stato supportato dalla Stato, abbiamo ricevuto fondi che ci aiutano a pagare l'affitto, abbiamo ricevuto i ristori, noi istruttori riceviamo ogni mese 800 euro, quindi non siamo stati abbandonati. Certo, la palestra va in pari, non guadagna, ma nemmeno perde".

"Non apriamo perché non ci converrebbe economicamente, con gli spogliatoi inutilizzabili verrebbe molta meno gente, - ha detto Grassini - ma non apriamo anche per un senso civico di responsabilità". 

"Se riapro adesso - ha aggiunto Carli - devo sostenere tutte le spese invernali come riscaldamento, attrezzature, corsi, istruttori e al momento non vediamo nelle persone questa sicurezza per tornare numerosissimi nelle palestre".

Insomma il gioco non vale la candela, come si dice, cioè sarebbero più le spese che i guadagni: "Si, riaprire sarebbe un autogol tremendo in questo momento" ha detto Carli. 

"Lo abbiamo visto nella prima riapertura - ha aggiunto Grassini - ci sono troppe restrizioni e molti clienti preferiscono restare a casa. Non conviene adesso in piena pandemia e in pieno inverno".

La situazione ideale per riaprire per Carli è quella in cui "i vaccini funzionano alla grande, i casi diminuiscono e il virus sembra debellato, allora anche aprire a Gennaio avrebbe senso. Ma i casi stanno aumentando di nuovo, la paura sta tornando. Capisco i colleghi che ragionando di cuore vogliono riaprire, ma se riaprissimo non avremmo un afflusso sufficiente per coprire le spese, anzi rischieremmo di andare ancor di più nel baratro".

"Noi siamo disposti anche ad aspettare un altro po' - ha concluso Carli - ma quando torneremo al lavoro, vorremo farlo senza fermarci più".



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