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Attualità mercoledì 25 novembre 2020 ore 15:15

Una panchina rossa contro la violenza sulle donne

Stamani è stata inaugurata nel giardino del Villaggio. L'assessore Carla Cocilova ha chiesto di “Tenere alta l'attenzione su questo tema”



PONTEDERA — Stamani - Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne - nel giardino pubblico della scuola dell'infanzia del Villaggio Piaggio (in Piazza Donna Paola Piaggio) a Pontedera è stata inaugurata una panchina rossa come simbolo della lotta contro la violenza sulle donne. L'iniziativa è nella scia di una campagna nazionale a cui hanno aderito migliaia di comuni italiani. La Panchina Rossa è un percorso di sensibilizzazione e di informazione lanciato dagli Stati Generali delle Donne nel 2016 e rivolto ai comuni, associazioni, scuole e imprese di tutta Italia: la richiesta, appunto, era quella di installare una panchina rossa in ogni comune, come monito contro la violenza al sesso femminile e in favore di una cultura di parità. 

All' inaugurazione erano presenti, oltre all'assessore Carla Cocilova anche l'assessore Mattia Belli, la presidente del consiglio comunale Angela Pirri e la consigliera Rossella Prosperi - che sono intervenute chiedendo più assistenza, in tutti i lati, alle donne - il consigliere dell'opposizione Domenico Pandolfi e la rappresentante della Associazione Eunice, Marianna Abbondanza. Che ha proposto di dedicare la piazza-giardino dove si è svolta la inaugurazione a Eunice Itua. Una ragazza nigeriana che viveva in Italia a Pontedera e che fu barbaramente uccisa a Pasqua del 2008 dalla violenza di un uomo.

Il progetto “La Panchina rossa” fu lanciato proprio in vista del 25 novembre, giornata Internazionale contro la violenza sulla donne. Ai comuni italiani si chiedeva di trovare una location significativa, magari centrale, oppure con un senso speciale per il comune di riferimento, dove mettere una panchina verniciata di rosso. Colore che ormai si riferisce pienamente ad ogni campagna di sensibilizzazione contro i femminicidi e in favore delle pari opportunità. Diversamente rispetto alle mostre temporanee o agli eventi, la panchina rossa resterà ogni giorno presente nelle comunità, nei parchi, nelle piazze di tanti comuni italiani come monito per la difesa dei diritti delle donne e contro il femminicidio.
Va sottolineato che la situazione non è affatto positiva e l'emergenza legata alla pandemia ha acuito i problemi. Proprio ieri le responsabili della Casa della donna di Pisa – una delle realtà a noi più vicine - ha fornito i dati di quello che hanno definito, “un anno terribile per le donne”. Nella provincia di Pisa sono state 1.296 telefonate ricevute dalla struttura nel 2020: ben 409 le donne che hanno chiesto aiuto. Mai un numero così alto e oltre la metà delle donne ha chiamato nel post lockdown, con un picco tra giugno e luglio. E' stato un anno record. Dal Dal 1 gennaio al 15 novembre il Telefono Donna, la linea di ascolto e accoglienza del centro antiviolenza (che risponde al numero 050.561628) ha ricevuto un numero di richieste d'aiuto mai visto. Ben 312 donne hanno contattato il Telefono Donna per la prima volta e per 220 donne sono stati attivati percorsi di uscita dalla violenza.
Il Lockdown ha fatto esplodere tensioni e violenze. Molte donne hanno vissuto il periodo sottoposte a controlli e violenze. Hanno chiamato il centro d'ascolto soprattutto donne tra 30 e 49 anni, in continuità con gli anni precedenti. Ma c’è una tendenza all’aumento per la fascia d’età 18-29 anni. Il 74% di loro è italiana e nel 49,6% dei casi sono donne con figli. La maggioranza lavora, è sposata o convivente oppure separata o divorziata. Rispetto alla tipologia di violenze, le donne subiscono soprattutto quelle di tipo psicologico (82,8%) e fisico (54,2%), seguono la violenza economica (17,1%) e lo stalking (6,3%). Si tratta di un altro effetto della pandemia e della vita obbligata tra le mura domestiche. Ben 32 hanno espressamente chiesto di poter entrare in casa rifugio, mentre va ricordato che nel 2020 in Italia si sono già verificati 91 femminicidi.
Lo stesso trend è confermato dall'Associazione Eunice, che proprio a Pontedera ha la sua sede al Villaggio, e che ha attivo uno sportello di ascolto (possono essere contattate al 331-9041621) per donne vittime di violenza (va ricordato che esiste anche un numero nazionale di ascolto antiviolenza e stalking: ed è il 15.22). Dall'associazione affermano: "Accogliamo con entusiasmo la scelta dell'amministrazione comunale di installare la panchina rossa al villaggio, dove si trova la nostra sede. Questo simbolo testimonia il passaggio delle donne che nel corso degli anni si sono rivolte allo sportello di ascolto. La loro sofferenza e il loro coraggio non saranno dimenticati".

All' inaugurazione ha presenziato in fascia tricolore l'assessore alle politiche di genere del Comune di Pontedera, Carla Cocilova, che ha sottolineato come la panchina sia "un simbolo importante, perché visibile e collocata in un luogo frequentato dalla cittadinanza. E come amministrazione, insieme ai servizi e alle associazioni, portiamo avanti per contrastare questo fenomeno, un lavoro quotidiano che attraversa più ambiti di intervento a partire dal rafforzamento dell'autonomia delle donne. Esiste una rete sul territorio che non lascia sole le donne che decidono di denunciare e che possono trovare un sostegno a partire dai consultori, dal percorso del codice rosso, dalla rete dei servizi sociali e dei centri antiviolenza. Infine, ma non meno importante è il lavoro culturale che stiamo portando anche attraverso l'assessorato all'istruzione e il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche."
A questo proposito l'assessore Mori aggiunge: "A partire dal Manifesto della Comunicazione non ostile, a cui abbiamo aderito e che vogliamo rilanciare, vogliamo diffondere tra i nostri studenti una cultura di contrasto alla violenza proprio a partire dal linguaggio e dalle parole". Infine, conclude Cocilova, "insieme all'assessore Belli stiamo pianificando la collocazione di altre panchine rosse in vari quartieri della città, così come in questi giorni le rotatorie saranno illuminate di rosso. La violenza di ogni tipo sulle donne è un fenomeno che spesso non si percepisce ma è intorno a noi. I numeri parlano chiaro anche nei nostri territori. Dobbiamo tenere alta l'attenzione su questi temi e non sottovalutare mai la drammaticità del fenomeno. Una società non si può dire compiuta se non supera questo ritardo culturale che mette nel mirino, potenzialmente, metà della propria popolazione”. 

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata



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