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Lavoro sabato 12 novembre 2016 ore 18:00

"O votate sì o ci saranno licenziamenti"

L'ultimo atto della spaccatura tra sindacati, rsu Fiom contro Fiom provinciale: "Referendum sbagliato, tre segretari provinciali hanno fatto ricatto"



PONTEDERA — La rsu di Fiom contro i segretari provinciali di Fiom stessa e di Fim e Uilm. Due giorni dopo il referendum sull'accettazione o meno del contratto di solidarietà anche la rsu Fiom, dopo l'intervento di ieri di Selmi di Usb, è intervenuta sulla situazione denunciando una sorta di ricatto che le tre organizzazioni sindacali avrebbero fatto sui lavoratori. Il referendum ha avuto il 63 per cento dei sì, 804 voti, contro i 463 del no. Hanno votato in totale 1267 lavoratori su 2800 dipendenti. Nel sì era anche compresa la possibilità di mobilità volontaria per 180 lavoratori nel 2017 a fronte del 30 per cento di assunzioni di part time verticali a tempo indeterminato e pieno.

"In Piaggio - hanno esordito gli esponenti delle rsu Fiom - le organizzazioni provinciali continuano a portare avanti un metodo e una pratica sindacale perdente. Non abbiamo condiviso lo svolgimento di un referendum che ha messo i lavoratori di fronte a un Sì o un No alle richieste dell'azienda, rinunciando ad una trattativa sulle priorità che a luglio i lavoratori in assemblea avevano votato e indicato al sindacato come irrinunciabili e che mettevano al centro le cause dei fermi produttivi e delle sue ricadute negative su salario e occupazione".

L'attacco ai segretari delle tre sigle è stato diretto: "I segretari provinciali di Fim, Fiom e Uilm, portando con sé la maggioranza dei delegati, hanno deciso di seguire il percorso suggerito dall’azienda. Hanno imposto che si parlasse solamente di ammortizzatori sociali e presentato ai lavoratori l’accettazione o meno della proposta aziendale in forma di vero ricatto (anche se sapevano di dire il falso): o si vota Sì oppure ci saranno licenziamenti".

Durissime anche le parole seguite al ricatto: "In Piaggio - hanno ripreso le rsu Fiom - come in tutte le aziende dell’indotto, di fronte alle pretese aziendali il comportamento delle organizzazioni sindacali è sempre lo stesso: quello di aiutare le aziende a far man bassa dei soldi dell’Inps senza mai metterne in discussione le strategie, con il risultato di arrivare a situazioni non più recuperabili e sfinire l’istinto e la capacità di ribellione degli operai. Da questo punto di vista la Ristori ne è un esempio significativo".

"La firma appena messa sul contratto di Solidarietà - hanno aggiunto - fornisce alla Piaggio strumenti di totale flessibilità ed arbitrio nella gestione del'orario di lavoro e di ricatto e discriminazione nei confronti dei lavoratori, e produrrà una drastica riduzione occupazionale con l’ulteriore procedura di mobilità: infatti un accordo che compensasse realmente le uscite avrebbe dovuto prevedere una percentuale di assunzione a full time del 240 per cento (considerando che i ptv già lavorano 7 mesi l’anno) del numero delle uscite e non 30 per cento come è stato siglato".

"In pochi anni - hanno concluso i rappresentanti della Fiom - e in pochi accordi di questo tipo siamo passati da più di 3000 dipendenti agli attuali 2650 a 2500 dopo l’applicazione di questo accordo, altro che difesa della Valdera e incontri con le istituzioni. Di questo passo a stare sereni saranno la Piaggio e i suoi azionisti, ma molto meno i lavoratori della Piaggio, della Ristori e delle altre aziende legate alla Piaggio".



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