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Lavoro giovedì 20 febbraio 2020 ore 06:30

Precari Piaggio, Fiom invita alla responsabilità

Marco Comparni (Fiom-Cgil Pisa)

Con una lettera aperta il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Marco Comparini, chiede "responsabilità da parte di tutti", in particolare all'Usb



PONTEDERA — Di seguito la lettera aperta sul caso dei precari Piaggio firmata dal segretario provinciale della Fiom-Cgil Marco Comparini, con la quale critica e invita l'Usb ad un passo indietro.

"Prendendo spunto dal comunicato stampa del Presidente Rossi in riferimento all’iniziativa intrapresa dai lavoratori precari di Piaggio che nel corso del 2019 non furono richiamati al lavoro colgo l’occasione per chiarire alcuni aspetti di questa dolorosa e complessa vicenda e per fare una proposta che possa aiutare ad uscire dal vicolo cieco nel quale ci troviamo.

Prima però vorrei anche premettere che il fine di ogni sindacalista che si rispetti non dovrebbe essere quello di mettere delle bandierine e di intitolarsi delle vertenze ma dovrebbe essere quello di provare a dare risposte concrete alle giuste aspettative delle persone.

Questa vicenda nasce nella primavera del 2019 quando, soprattutto a causa del cosiddetto “decreto dignità” poi trasformato in legge, un lavoratore che in passato ha già lavorato in un’azienda, anche per pochissimi giorni, non può essere richiamato se non con un’assunzione a tempo indeterminato. Forti di questa nuova legge (che tra l’altro sta causando notevoli problemi in tantissime altre aziende), la Piaggio, non si rese disponibile a far rientrare i lavoratori in questione motivando questa decisione con l’impossibilità di poterli assumere a tempo indeterminato, così come previsto appunto dalla nuova normativa, in quanto erano già in previsione dei periodi di cassa integrazione o contratti di solidarietà per l’autunno seguente. Cosa che del resto si è poi avverata e si protrae ormai da molti anni.

Il Presidente Rossi fa riferimento ad una proposta unitaria avanzata dalle Organizzazioni sindacali per provare a risolvere la questione. In effetti è andata proprio così: tutte le Organizzazioni sindacali in quell’occasione elaborarono una proposta unitaria che fu presentata alla Piaggio. L’azienda però respinse con decisione la proposta che in sostanza prevedeva una graduale assunzione di questi lavoratori con un contratto a tempo indeterminato di Part Time Verticale di 7 mesi che rispondeva sia alla nuova legge che alle esigenze di stagionalità della Piaggio.

A quel punto la delegazione sindacale uscì con un comunicato stampa (24 Maggio 2019) con il quale, vista la risposta negativa dell’Azienda, rimandava alla RSU ogni decisione in merito al proseguimento delle iniziative da mettere in campo per arrivare ad una soluzione positiva.

Dopo pochi giorni però, il sindacato USB anziché aspettare di riunire la RSU, mise in piedi una iniziativa di protesta, all’insaputa di tutti gli altri, anche in quel caso facendo salire i lavoratori sul palazzo blu dell’ASL e per di più in coincidenza dell’Assemblea dei lavoratori della CGIL presso il Teatro Era dove erano presenti sia l’appena eletto Segretario Generale della CGIL Maurizio Landini, sia lo stesso Presidente Enrico Rossi.

Una chiara iniziativa tesa a tagliare fuori gli altri sindacati, demagogica e strumentrale che insieme al comportamento della Piaggio, ha reso impossibile ogni futura discussione sull’argomento.

La vicenda dell’integrativo del gruppo Piaggio ha poi ulteriormente appesantito la situazione. Come è noto nei giorni scorsi si sono svolti i referendum tra i lavoratori e in tutti gli stabilimento vi è stata un’ampia partecipazione nonché un prevalere del SI all’accordo anche in Piaggio a Pontedera e sottolineo, anche tra gli operai.

A questo punto tutti sarebbero tenuti a rispettare non tanto l’accordo quanto la maggioranza dei lavoratori che lo hanno approvato. Al contrario USB ha dichiarato uno sciopero proprio contro il referendum. Una cosa mai vista che si somma inoltre alle parole fuori da ogni misura che sono state usate nei confronti delle organizzazioni firmatarie l’accordo stesso.

Parole quali complici, servi etc… non dovrebbero mai appartenere a nessuna organizzazione sindacale che si rispetti, certamente non appartengono alla FIOM. Le idee possono essere diverse, anche molto diverse, ma non debbono mai sfociare nell’insulto e nell’individuazione di un “nemico”.

Se non si capisce questo poi è difficile pensare di ricomporre le cose. Per questo USB si è ritrovata da sola e adesso dopo aver cacciato ingiustamente questi lavoratori in un vicolo cieco tenta la carta estrema di farli salire sul palazzo. Questa purtroppo è la situazione e da qui dobbiamo ripartire. E per poter ripartire è necessario che ognuno di noi faccia un passo indietro, per poterne fare in seguito due in avanti.

Perché se non si comprende questo, non è possibile nessuna soluzione.

Perché non può passare e non deve essere che un lavoratore per avere riconosciuti i suoi diritti deve incatenarsi o salire su un tetto.

Perché non può essere che un Sindacato degno di questo nome, si permetta di strumentalizzare una vicenda così complessa e dolorosa.

La FIOM, come sempre, e lo dice la nostra storia, non è indifferente a certe situazioni ma anzi, con tutte le difficoltà del caso, si rende di nuovo disponibile a trovare delle soluzioni.

Si riapra quindi il confronto, partendo dall’iniziativa che si accinge a prendere la Regione e partendo, per quanto mi riguarda, da ciò che sta scritto proprio nel tanto “vituperato” accordo Piaggio, nell’interesse esclusivo di quelle persone che hanno il sacrosanto diritto di veder riconosciuto il proprio posto di lavoro".



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