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Lavoro martedì 19 luglio 2016 ore 11:40

Rsu, buone intenzioni ma vecchie abitudini

Per Usb gli altri tre sindacati avevano recepito alcune istanze importanti per i lavoratori tranne poi fare marcia indietro di fronte ai no di Piaggio



PONTEDERA — Venerdì scorso si è svolto il secondo incontro all’unione industriale di Pisa per discutere della riapertura degli ammortizzatori sociali. Incontro alla quale tutte le organizzazioni sindacali si sono presentate unitariamente con un ordine del giorno votato prima dalla Rsu e poi dalle assemblee dei lavoratori. Un documento che vincolava la firma dei contratti di solidarietà ad una serie di richieste, in gran parte condivisibili, che andavano nella direzione di chiedere all’azienda una serie di impegni concreti.

"Un segnale importante - hanno commentato Simone Selmi e Alessio Bardelli di Usb - dopo anni in cui la Piaggio ha impostato un’evidente strategia di delocalizzazione delle produzioni all’estero e un generale abbandono della centralità del nostro stabilimento".

"La dirigenza aziendale - hanno spiegato da Usb - durante l’ incontro ha ribadito la propria posizione di totale chiusura nei confronti delle richieste sindacali. Ancora nessuna risposta riguardo al futuro dello stabilimento di Pontedera. Tutto questo mentre giungono voci sempre più insistenti riguardo alla volontà di produrre sei nuovi motori tutti in stabilimenti all’estero. Di fronte a questa chiusura lunedì è stato convocato nuovamente il consiglio di fabbrica per decidere come procedere unitariamente. Durante la riunione è stato votato a maggioranza un documento che ribalta completamente la posizione presa nella precedente riunione Rsu e confermata dai lavoratori e le lavoratrici. Fiom, Film e Uilm hanno deciso di firmare subito l’accordo per la solidarietà senza passare preventivamente dai lavoratori decidendo di separare la questione degli ammortizzatori sociali dalle richieste espresse nell’ordine del giorno approvato. A questo punto diventa importante fare alcune considerazioni.

  1. La maggioranza della Rsu è formalmente libera di cambiare strategia in qualsiasi momento ma, a nostro avviso, quando si decide di sottoporre una decisione importante alle assemblee dei lavoratori la stessa non può essere completamente ribaltata senza un nuovo passaggio in assemblea. Non è solo un fatto di democrazia ma anche di rispetto per i lavoratori. Un referendum confermativo fatto a posteriori ( questa è la proposta approvata) non è assolutamente la stessa cosa.
  2. Fim, Fiom e Uil con quale forza e credibilità pensano di presentarsi di fronte all’azienda chiedendo impegni e risposte per il futuro dello stabilimento di Pontedera se non sono state in grado di tenere una posizione forte e determinata per più di una settimana? Se al primo accenno di chiusura da parte dell’azienda hanno deciso di ribaltare la propria posizione?
  3. Non è più tempo di aspettare. Non è più tempo di rimandare ancora una volta l’apertura di una vertenza generale a 360 ° sul futuro della produzione a Pontedera. Non è assecondando l’azienda ad ogni richiesta che sarà possibile imporre una linea diversa e avere delle risposte. Nei prossimi 6 mesi la situazione rischia di peggiorare ulteriormente.

Crediamo che lUsb abbia avuto un ruolo importante in questa fase di trattative. Un ruolo di sollecitazione e di controllo che ha in qualche modo costretto tutta la Rsu a condividere dei passaggi con i lavoratori ma soprattutto ad alzare il livello della pressione sindacale nei confronti dell’azienda. Non sappiamo se grazie a questa nostra azione un’eventuale accordo sulla solidarietà possa arrivare a contenere almeno qualche piccola conquista in più rispetto al pagamento dei ratei e in merito alla rotazione. Siamo pronti ad organizzare iniziative di mobilitazione e di lotta". 



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