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lunedì 27 gennaio 2020

Attualità lunedì 21 novembre 2016 ore 09:59

Rsu difende l'infermiera e critica Asl

Il presidente Guglielmini ha espresso il dissenso sulla risposta che l'azienda ha fornito: "Hanno avuto scarsa sensibilità"



PONTEDERA — In riferimento alla risposta data dalla direzione infermieristica Asl alla lettera aperta dell'infermiera inerente il blocco operatorio dell'ospedale Lotti, la Rsu dell'ospedale stesso è intervenuta per esprimere il suo dissenso sulla posizione assunta dall’azienda.

A parlare è stato il presidente Massimo Guglielmini: "Il richiamo fatto nei confronti della relatrice della lettera in cui la direzione si sorprende del fatto che l’operatrice ponga in evidenza aspetti critici pur dichiarando 'il suo amore per la professione' appare quanto meno singolare: un lavoro, se pur amato, non deve comunque essere svincolato da un serio spirito critico, ovviamente di natura costruttiva, che conduca ad un miglioramento continuo, in modo che sia l’utente che il lavoratore possano trarne vantaggio reciproco"

Guglielmini e l’Rsu hanno ritenuto che "un confronto costruttivo unito ad un buon clima interno dei lavoratori, possa avere per l’azienda una ricaduta senz’altro positiva, anche per l’utenza esterna; un operatore gratificato dal proprio lavoro rappresenta una risorsa per l’azienda e per il cittadino"

"L’azienda - hanno proseguito - dimostra una scarsa sensibilità in riferimento alla denuncia dell’operatrice, in particolare quando ribadisce chiaramente il disagio legato alla chiamata ripetuta durante la notte.Con tale situazione, non può non tener conto, che si instaura una problematica psico-fisica legata al mancato riposo notturno ed alle pressioni di natura psicologica indotte, tali da compromettere seriamente l’incolumità dell’operatrice stessa e la prestazione che seguirà nel turno seguente".

La Rsu ritiene che "le chiamate anche multiple non siano una mera occasionalità come si evince dalla risposta data per conto dell’azienda, ma stanno diventando una prassi consolidata per sopperire alla mancanza cronica di personale e all’impossibilità nel completare l’enorme mole di lavoro da svolgere. E’ inoltre abbastanza curioso che in quasi tutte le chiamate non si sfori mai il tetto delle 8 ore, si resta sempre al di sotto, alquanto curioso che il modus-operandi non si possa definire singolare, induce ad una riflessione. La Rsu, a tal proposito, ritiene quanto meno singolare, se non offensivo, che il soggetto che ben e’ a conoscenza di tutte le problematiche legate alla gestione del blocco operatorio, semmai risolte spesso in corso d’opera per merito della professionalità ed estrema disponibilità degli operatori, si preoccupi, al contrario, di sottovalutare tale contributo da parte di professionisti sanitari che quotidianamente subiscono la situazione descritta".

"La posizione assunta dall’azienda - hanno concluso dal Lotti - rappresenta, a nostro giudizio, una direzione in cui ancora una volta appare prevalente l’aspetto economico rispetto alle ricadute sul cittadino, a causa di un mancato benessere organizzativo dei propri dipendenti".



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