Attualità Venerdì 20 Marzo 2026 ore 07:30
"Sdegno e indignazione", la preside del Pacinotti non ci sta

La dirigente scolastica Manuela Franza ha replicato duramente all'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole: "Doverose le scuse pubbliche"
PONTEDERA — La denuncia dell'Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole non è caduta nel vuoto. La segnalazione sull'iniziativa organizzata dall'associazione Ginnastica dinamica militare italiana prevista per domani, sabato 21 Marzo, nella palestra scolastica di via Dante, ha infatti raccolto la risposta della dirigente scolastica dell'istituto comprensivo "Pacinotti".
La professoressa Manuela Franza, infatti, non ci sta e respinge le accuse mosse dall'Osservatorio. "Hanno suscitato in me profondo sdegno e ferma indignazione - ha scritto in una circolare di ieri, giovedì 19 Marzo - si tratta di affermazioni gravi, infondate e costruite su una ricostruzione completamente distorta dei fatti, oltre che su una evidente incomprensione delle norme che regolano il funzionamento delle istituzioni scolastiche. L'istituto comprensivo non ha autorizzato, promosso né organizzato l’iniziativa ed essa non rientra tra quelle previste o deliberate nel Piano triennale dell’offerta formativa".
"Gli edifici scolastici sono di proprietà del Comune, che ne gestisce l’utilizzo al di fuori degli orari e dei giorni di attività didattica - ha specificato - pertanto l’eventuale concessione degli spazi in tali fasce temporali non rientra nelle competenze della scuola, che risulta quindi totalmente estranea all’iniziativa contestata".
Inoltre, la preside ha voluto sottolineare anche come la delega assegnatale del Consiglio d'istituto per la gestione degli spazi non sia una sorta di lasciapassare. "La delibera in questione ha esclusivamente lo scopo di snellire le procedure amministrative, fermo restando che tutte le attività, comprese quelle rientranti nella suddetta delibera, devono essere deliberate dagli altri organi collegiali competenti - ha aggiunto - inoltre, è opportuno precisare che la sottoscritta non era in assegnazione a questo istituto nel periodo in cui tale delibera fu adottata. Ciononostante, ritengo doveroso difendere con fermezza l’operato del Consiglio di istituto".
"Colpisce e indigna il tentativo di gettare discredito su una comunità educante composta da docenti, personale scolastico, famiglie che ogni giorno opera con responsabilità, professionalità e dedizione - ha proseguito la docente - l'istituto ha sempre operato e continuerà a operare nel rigoroso rispetto delle leggi e delle procedure amministrative. Per questo, risultano particolarmente inaccettabili accuse che non solo non trovano alcun riscontro nei fatti, ma che finiscono per danneggiare l’immagine e la reputazione della scuola".
E dopo aver specificato come l'Osservatorio non abbia preventivamente contattato la scuola stessa - adottando "una modalità comunicativa che appare impropria e arrogante" - la dirigente ha chiesto le scuse pubbliche della stessa associazione. "Ritengo non solo opportuno, ma doveroso chiedere pubblicamente all’Osservatorio di formulare le proprie scuse nei confronti della comunità scolastica - ha concluso - che è stata ingiustamente offesa da accuse prive di fondamento".
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