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giovedì 14 novembre 2019

Attualità domenica 08 settembre 2019 ore 10:08

​Telefonini violenti ? Ragioniamoci

I funerali di Natalino Macchi

Su Facebook e compagnia corrono parole grosse, minacce e così via. Ma forse questi questi "sfoghi" eliminano guai maggiori e più concreti



PONTEDERA — Facciamo una riflessione: è meglio la violenza telematica dei social dai quali partono offese e minacce, o quella concreta? 

Fra i due mali, secondo noi, il minore è quello che passa per Facebook e compagnia invece di quello più concreto che, a esempio, contribuì nel 1950 alla morte dell'operaio Piaggio Natalino Macchi, aderente al sindacato catto-democristiano della Cisl che subì percosse da colleghi della rossa Fiom in sciopero. Alcuni dei quali furono arrestati mentre il funerale dell'operaio, molto partecipato e soprattutto scortato e presidiato dalla 'celere' padovana in assetto anti sommossa. I due responsabili dell'aggressione furono arrestati ma successivamente una commissione medica guidata dal famoso professor Torchiana, primario del Lotti (e sul quale nacque la famosa battuta sarcastica "'te un' ti guarisce neanche Torchiana") sentenziò che la morte era primariamente dovuto alla tubercolosi causata dalla prigionia. Ancora in tema di Piaggio, 'qualcuno' sparò dall'argine dell'Era al direttore ingegner Lanzara, che prendeva il fresco sul terrazzino della villa dove fino a poco tempo prima aveva abitato Enrico Piaggio e che si salvò fortunosamente, così la tradizione, perché si era piegato per prendere una mela. 


Per raccontarne un'altra, nel 1913 il sindaco e il segretario comunale di Pontedera furono accusati d'aver messo loro la bomba all'ingresso del nuovo cimitero della Misericordia costruito accanto a quello comunale e che l'amministrazione 'liberale' di Palazzo Stefanelli non voleva perché entrava in concorrenza, appunto, con quello realizzato dal comune cent'anni prima. E dotato anche di un campo cosiddetto degli 'ebrei' dove venivano portati i defunti acattolici, come fu nel tardo '800 per un pontederese che aveva lasciato il cattolicesimo per farsi protestante e che la folla aveva assediato sotto casa.
Ma se anche negli stadi di questo terzo millennio c'è un po' di violenza, in gran parte verbale, in quelli di mezzo secolo fa e oltre le risse erano continue. E potremmo proseguire a lungo nell'elenco dei fatti violenti come quello di fine '800 quando i soldati spararono sulla folla radunata in piazza ora Cavour per protestare molto duramente sul prezzo del pane, col risultato di tre morti fra cui un ragazzo tredicenne.

Da questo nostro breve e incompleto excursus sulla violenza pre telefonini eliminiamo quelle tragicamente contrapposte della seconda guerra mondiale che procurarono anche a Pontedera circa 200 morti e concludiamo tornando a quanto abbiamo detto all'inizio. Per ribadire che se le offese e le minacce anche pesanti in tema anche e soprattutto politico sono ignobili, sono sempre meglio delle stragi, uccisioni, sommosse, percosse e così via.
E pur se oggi i delitti più frequenti sono i femminicidi e le tragedie causate dalla droga, gli sfoghi sul telefonino e su internet, secondo noi, preservano da drammi, sommosse e attentati anche maggiori e più diffusi.



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