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giovedì 27 giugno 2019

Attualità domenica 16 settembre 2018 ore 07:30

Il "terzo ponte" ha trent'anni

Foto dal quotidiano LA NAZIONE

Fu inaugurato con una gran festa il 18 settembre 1988, al costo reale di 10 milioni attuali di euro. Il quarto non è stato costruito



PONTEDERA — Il primo ponte sull'Era, per secoli unico in Valdera, che lanciò e dette il nome alla città risale più o meno a mille anni or sono. Mentre l'ultimo compirà i trent'anni martedì prossimo. Auguri. Dopo di "lui", fin dall'inizio del progetto chiamato semplicemente "il terzo ponte", non ne sono stati costruiti altri (salvo la ristrutturazione di uno, minuscolo e romantico, sul rio filetto alla Rotta sul quale transitano in estate soltanto due o tre pedoni al giorno) perché quello che avrebbe dovuto essere il quarto non fu realizzato.

Doveva nascere, come avrebbe voluto l'allora sindaco Paolo Marconcini, vicino quello ferroviario e con direttrice campi d'Era-Viale IV Novembre, zona Montagnola, per smaltire il traffico da e per il centro città. Mentre il terzo ponte appare più votato al traffico veloce di circonvallazione e, obiettivo in parte riuscito e in parte no, alla nascita di un nuovo quartiere (e magari, come invece è avvenuto, di una nuova Coop). 

I due precedenti ponti camionabili sull'Era sono il cosiddetto Napoleonico, con precedenti che affondano nei cosiddetti secoli bui mentre e quello realizzato in epoca medicea figura ancora nel gonfalone della città, e il ponte realizzato nel '50 sulla Tosco Romagnola. Invece la passerella scolastica, pur con la sua grande struttura di supporto, è, appunto, una passerella e non un ponte anche per auto. Una sbiadita immagine giornalistica mostra sul terzo ponte ponte una passeggiata aperta dalle autorità: il sindaco Carletto Monni e il giovanissimo allora vicesindaco Enrico Rossi, l'onorevole Giacomo Maccheroni, il capogruppo il segretario Dc, Alessandro Caprai e Renzo Bartoli futuro vicesindaco, il presidente della circoscrizione Niccolaioni e altri ancora. 

Il giornale (La Nazione) titolò "Apertura in clima di festa" tanto che ci fu anche un brindisi nei locali della Bellaria Cappuccini, pur se la Dc aveva in precedenza protestato sostenendo che quella struttura era troppo lontana dalla città. Il costo dell'opera sfiorò i 10 miliardi, di lire - oggi teoricamente poco più di 5 milioni di euro, in effetti 10 milioni calcolando inflazione e rivalutazione - ma sarebbe costato di più se il comune, sindaco in testa, avessero potuto realizzare un ponte più ampio. Si dovette invece ripiegare sulle dimensioni che tutto conoscono e su uno spartitraffico centrale, arricchito di pietre bianche, per evitare i troppi incidenti. Oggi il ponte ha anche una rotonda sul lato est, oltre a quella a ovest, realizzata dopo un incidente, purtroppo, mortale.

Detto questo, e visto cosa è successo a Genova e gli allarmi sorti in tutta Italia compreso il circondario pontederese, di nuovo tanti auguri al terzo ponte per il suo compleanno e per il futuro, nel quale, speriamo, avrà controlli e manutenzioni.

Mario Mannucci
© Riproduzione riservata



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