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lunedì 22 luglio 2019

Attualità mercoledì 25 ottobre 2017 ore 19:00

Tmm, il giorno più triste

Si è chiusa ufficialmente con un incontro in Provincia la procedura. Nei prossimi giorni scatta il licenziamento collettivo ma il presidio continuerà



PONTEDERA — Si è chiuso con un incontro fra proprietà e sindacati in Provincia il percorso di legge della procedura avviata ad agosto scorso per tentare di salvare la Tmm e il posto di lavoro di 85 dipendenti per i quali nei prossimi giorni scatterà la formalizzazione del licenziamento. Purtroppo, all’incontro il liquidatore Roberto Dell’Omodarme non ha comunicato novità.

I lavoratori al presidio su viale Africa hanno indossato una maglietta con la scritta “Oggi 25 pttobre la Tmm ha licenziato 85 operai. Evviva ‘sta minchia”.

L’attenzione sul caso della Tmm però, come da più parti confermano, non può e non deve calare. Territorio, istituzioni, rsu e sindacati porteranno avanti la protesta, come ha annunciato anche stamane il sindaco di Pontedera Simone Millozzi, nell’occasione del saluto istituzionale al nuovo prefetto di Pisa: “Oggi si chiude la procedura - ha commentato il primo cittadino - ma il presidio dev’essere mantenuto. Ci sono interessamenti concreti che potrebbero portare dei frutti anche nelle prossime settimane”.

I lavoratori ed i sindacati hanno deciso di non smantellare il presidio che ormai va avanti da 80 giorni davanti ai cancelli della fabbrica di viale Africa che produce marmitte per moto e scooter. "Continuerà anche il nostro supporto - ha aggiunto il sindaco di Pontedera Simone Millozzi dal suo profilo Facebook - perché in ognuno di questi giorni non ho voluto far mancare né la vicinanza umana e personale né il racconto istituzionale di tutte le azioni per trovare una strada utile a mantenere le lavorazioni e salvaguardare i posti di lavoro. Assieme alle altre istituzioni, alle organizzazioni sindacali ed al tessuto industriale locale, dentro la cornice di una bellissima solidarietà dimostrata dalla città e dall'intera Valdera, abbiamo cercato, e stiamo cercando, una via di uscita. Occorre uno sforzo ulteriore di determinazione e coraggio, un impegno condiviso tra gli attori in campo perché le ragioni, il sacrificio e la dignità di quelle donne e di quegli uomini che da ottanta giorni vivono davanti ai cancelli della loro fabbrica, non vengano mortificati. Continuerò a stare al loro fianco - ha concluso Millozzi - a fianco del lavoro e del rispetto dei diritti dei lavoratori. Finché quelle che sono oggi ipotesi non diventino, finalmente, azioni concrete".

Concreto come un imprenditore che arrivi a rilevare lo stabilimento, riaccendendo così le speranze degli operai e i macchinari della fabbrica fermi ormai da oltre due mesi. 



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