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lunedì 09 dicembre 2019

Lavoro venerdì 08 settembre 2017 ore 06:35

"Tmm? Un flop gli incontri in Regione e a Roma"

I lavoratori della Tmm

Il Sindacato generale di base: "I padroni chiedono solo varianti urbanistiche, le istituzioni non appoggiano leggi contro la delocalizzazione"



PONTEDERA — Antonio Piro del Sindacato generale di base ha commentato i recenti sviluppi della crisi Tmm, dove 85 lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro.

"La chiusura della fabbrica Tmm e il conseguente licenziamento di 85 operai/e - ha detto Piro - è un fatto gravissimo con ricadute negative sul territorio. La chiusura dimostra che i padroni non vogliono più lacci e lacciuoli, il proprietario dei mezzi di produzione può agire indisturbato in barba alla Costituzione Italiana che in alcuni suoi articoli tutela i lavoratori e le lavoratrici. Le istituzioni locali sono solo terminali per assicurare fondi comunitari e ammortizzatori sociali".

"Nonostante si faccia di tutto per dimostrare che le istituzioni sono soggetti neutrali - ha ripreso Piro - ma se tali fossero appoggerebbero una legge contro le delocalizzazioni, emerge con sempre maggiore chiarezza che il padrone si rivolge a sindaci e Regione solo per avere varianti urbanistiche e soldi pubblici. I padroni non vogliono più neanche la concertazione sindacale nonostante i grandi benefici da essa ricevuti, è questa la chiave di lettura degli incontri in Regione Toscana disertati dalla proprietà della Tmm".

"Il 95 per cento della produzione alla Tmm - ha detto il sindacalista di Sgb - arrivava da commesse Piaggio e la stessa deve essere chiamata direttamente in causa, non ci convince la messianica attesa di un nuovo compratore senza prima avere certezze, per esempio un esplicito accordo con la Piaggio perchè le commesse siano mantenute sul territorio della Valdera".

"Un esito positivo della vertenza contro i licenziamenti e il mantenimento della produzione sul territorio - ha concluso Piro - potrà esserci solo se gli operai/e della Tmm sapranno costruire migliori rapporti di forza e di lotta, senza escludere il ricorso all'occupazione della fabbrica. Per salvare i posti di lavoro urge, senza attendere altro tempo, una vertenza che attraversi tutto l'indotto, Piaggio in primis. Bloccando merci e produzione, costruendo percorsi di lotta anche sul territorio sarà forse possibile mutare i rapporti di forza e far valere la forza operaia per il raggiungimento degli obiettivi".



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