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venerdì 18 ottobre 2019

Attualità venerdì 29 settembre 2017 ore 13:51

Trenta persone hanno discusso del Corano

Lo hanno fatto nella biblioteca Gronchi insieme al giornalista Farid Adly che ha presentato il suo libro 'Capire il Corano'



PONTEDERA — Farid Adly è un giornalista libico che collabora con il Corriere della Sera, Radio Popolare, il Manifesto e L'Unità. E' iscritto al Partito Democratico. Ieri pomeriggio è intervenuto nella biblioteca Gronchi per presentare il suo libro Capire il Corano. A moderare l'incontro è stata Carla Cocilova di Arci, già consigliera comunale a Pontedera e candidata sindaca per Rifondazione alle elezioni del 2009.

"Sul mio comodino - ha detto Adly - ci sono stati sia la Bibbia che il Corano, questo perché la conoscenza sconfigge la paura. Sono laico. Il mio intento con questo libro è far conoscere la cultura araba, islamica. Non voglio fare proselitismo ma creare un dialogo, perché noi dobbiamo convivere in una società. Per questi motivi ho cercato da dieci anni di scrivere un testo". 

L'autore ha parlato anche del terrorismo: "Il jihadismo è un cancro che ha provocato molti morti, più fra i musulmani che in occidente. In Algeria ci sono state 150mila vittime di terrorismo. In Iraq e in Siria, dal 2003 in poi, un milione di morti provocati dalla guerra degli Usa di Bush e un altro milione di morti per terrorismo. Anche in Sinai e in Libia c'è terrorismo". 

"E' importante studiare il testo coranico - ha sottolineato il giornalista - gli attentatori, se guardate, sono tutte persone emarginate del mondo occidentale, gente che viveva in Europa ma ai margini". Secondo lo scrittore libico "per creare un dialogo tra le parti bisogna che si accettino i rispettivi dogmi".

Alla fine dell'incontro le circa trenta persone presenti, c'erano laici, cristiani e musulmani, hanno discusso con Adly della differenza tra burqa e velo con l'autore che rimarcava il fatto che nella maggioranza delle democrazie il burqa è vietato perché copre completamente l'identità delle persone. Si è discusso anche di libertà con l'autore che ha citato il caso delle donne algerine che stanno combattendo per il diritto di poter indossare il bikini in spiaggia. 



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