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martedì 19 novembre 2019

Attualità martedì 04 luglio 2017 ore 14:30

Zappolini e lo striscione, l'auspicio di Casati

Il sindacalista della Uil ha commentato la vicenda prendendo spunto dal recente articolo di Mario Mannucci: "Serve un confronto serio e pacato"



PONTEDERA — Sul caso dello striscione con la scritta 'Eretico', affisso da Forza nuova alla casa di don Armando Zappolini, è intervenuto il sindacalista di Uil pensionati Marcello Casati: "Ho letto le considerazioni di Mario Mannucci rispetto allo striscione affisso alla Chiesa di Perignano nel quale Forza Nuova definiva eretico Armando Zappolini. Un sacerdote noto per le sue posizioni molto radicali, rispetto ad altri colleghi sacerdoti, su argomenti delicati della vita sociale e politica del nostro Paese. Concordo con Mannucci che a Don Armando, quanto accaduto, non dispiace più di tanto, perché il suo carattere e la sua vocazione particolare, tiene a rimarcarla ogni qual volta gli capiti l'occasione per farlo. Questo è don Armando. Un sacerdote molto attivo nel sociale anche a livello nazionale, seguito e benvoluto da molti cittadini ma anche odiato da altri, non in quanto sacerdote ma per le sue posizioni soggette talvolta alle strumentalizzazioni della politica. Spesso con Don Armando, con il quale ho condiviso molte iniziative, come quando eravamo al G8 di Genova ad assaporare i gas lacrimogeni dello Stato, ho cercato di fargli capire che per certi suoi atteggiamenti battaglieri a favore dei più deboli, forse era meglio avere fatto il sindacalista, invece del Sacerdote".

"Fatta questa premessa molto personale - ha aggiunto Casati - ritengo che l'articolo di Mannucci ci stimola anche a fare una riflessione sul ruolo che la Chiesa sta praticando nel nostro Paese. Proprio in questi giorni sto leggendo un libro di Massimo Teodori: “ LAICI l'imbroglio italiano” dove vengono affrontati argomenti nei quali è palese il tentativo di una parte della Chiesa italiana di condizionare argomenti assai delicati di competenza dello Stato come scritto nella nostra Costituzione. Come è altrettanto palese il tentativo di molti politici, non cattolici, sfruttare le posizioni di certi prelati quando gli fanno comodo".

"Infatti la premessa che fa Teodori nel suo libro è che: “ Sotto il cielo italiano, c'è una grande confusione politico religiosa”. Cavour, già nel 1861, affermò la famosa frase: “ libera Chiesa in libero Stato”. Gli stessi Patti Lateranensi con il Concordato del 1929 di Mussolini e successivamente ripreso da Craxi nel 1984, rivendicano la piena autonomia dello Stato italiano. Se vogliamo anche la famosa frase storica del Vangelo: “ dai a Cesare quello che è di Cesare e dai a Dio quello che è di Dio” invita a distinguere sempre e comunque i ruoli diversi tra i poteri dello Stato e della Chiesa".

"Sono argomenti molto delicati e sensibili - ha concluso Casati - e spesso sottoposti ad atteggiamenti sbagliati come quello di Forza Nuova nei confronti di Don Armando Zappolini. La cosa utile, per tutti, sarebbe quella di poter affrontare la discussione dove, cattolici, laici e atei, possano svolgere il proprio ruolo di cittadini, lasciando dentro le mura romane quello che compete alla religione cattolica. Con l'articolo di Mannucci, auspico possa iniziare un confronto serio e pacato tra chi ha idee diverse. Non certamente con striscioni offensivi".



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