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Retiambiente, il dopo Fortini e lo spettro del commissariamento

Una seduta passata dell'assemblea di Retiambiente

Entro il 12 Agosto obbligo di nominare il nuovo presidente. Intanto continua la querelle sulla gestione dei rifiuti tra Macelloni e Sinistra italiana



PROVINCIA DI PISA — Dopo 8 anni di presidenza Daniele Fortini lascia la guida di Retiambiente, la società pubblica partecipata da oltre 100 Comuni e una decina di Sol (società operative locali come Geofor, tanto per fare un esempio che all'interno della holding, svolge il servizio in 24 Comuni della Provincia di Pisa) che gestisce il ciclo dei rifiuti dell’Ato Toscana Costa. L'assemblea dei soci sta lavorando per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione ma, mentre Fortini ha colto l’occasione per salutare e fare il bilancio del suo mandato, i tempi stringono.

Perché l'azienda non solo deve dare concretezza a un piano industriale approvato dagli equilibri però ancora piuttosto fragili e scegliere i membri del nuovo Cda e il successore di Fortini ma deve farlo obbligatoriamente entro il 12 Agosto, termine ultimo stabilito dalla normativa per evitare il commissariamento, che prevede infatti un'attesa di 45 giorni al massimo dalla data di approvazione del bilancio. E visto che l'assemblea ha dato il via libera al rendiconto il 29 Giugno, restano solo 6 giorni per annunciare il nuovo presidente. Un conto alla rovescia che preoccupa per almeno due motivi. In primis per allontanare lo spettro della sospensione e l'affidamento della gestione a un commissario esterno e poi perché l’assemblea dei soci di ieri mattina, mercoledì 5 Agosto si è chiusa con un nulla di fatto. Non è emersa infatti alcuna candidatura alla poltrona lasciata vacante da Fortini, in grado di raccogliere la maggioranza assoluta del capitale sociale. 

Una scelta difficile confermata da più soci, fra cui il Comune di Pontedera. "Evidenziamo le difficoltà - hanno detto da Palazzo Stefanelli - nell'identificare un soggetto con le competenze necessarie e intenzionato ad assumersi responsabilità complesse. Si tratta di un ambito stategico e di un ruolo delicato, deputato a tenere insieme realtà differenti che hanno Cda, procedure, sistemi e modalità diverse". 

Così, in attesa della prossima convocazione fissata per lunedì 10 Agosto, con il timone per il momento in mano al centrosinistra, l'ambito livornese sembra essere quello più accreditato. Alla guida delll’azienda, a quanto pare, in corsa ci sarebbero l’amministratore unico di Aamps, la società che gestisce la raccolta dei rifiuti nel comune labronico, Aldo Iacomelli e il dirigente pubblico veneto Walter Giacetti, già direttore tecnico di Ecoambiente, che si occupa della gestione integrata dei rifiuti urbani nella provincia di Rovigo, che sarebbe sostenuto dal Movimento 5 Stelle.

Ma in questa condizione di stallo a tenere alta l'attenzione su Retiambiente e sulla questione dei rifiuti ci ha pensato il sindaco di Peccioli, Renzo Macelloni che ha definito il concetto di "rifiuti zero" uno stato d'animo piuttosto che un obiettivo politico, innescando una querelle che ha fatto scendere in campo vari circoli Pd, da Palaia a Calcinaia, ovviamente Legambiente e soprattutto Dario Danti e Anna Più, rispettivamente segretario regionale e segretaria provinciale di Sinistra italiana.

Ultimo passaggio di un botta e risposta che non sembra esaurirsi così velocemente, la replica di Danti e Piu al sindaco che ha attribuito a Sinistra italiana la volontà di riaprire gli inceneritori. "Ancora una volta - hanno scritto i segretari - invece di discutere del merito delle questioni che abbiamo posto, si preferisce costruire una caricatura della nostra posizione. La fantasia non manca: pur di evitare il confronto nel merito, ci si attribuisce perfino la volontà di riaprire gli inceneritori. Peccato che nel nostro comunicato non ci sia una sola riga che lo sostenga. Il revamping non significa costruire nuovi impianti o rilanciare l’incenerimento. Significa ammodernare quelli esistenti con le migliori tecnologie disponibili, migliorandone efficienza e impatto ambientale. Prima si valorizza ciò che già esiste, solo dopo si valuta se serva altro. Non è una questione personale, ma politica. Chi amministra un territorio che trae benefici economici dalla presenza di impianti ha inevitabilmente una prospettiva diversa. Per questo riteniamo che le scelte strategiche sul ciclo dei rifiuti debbano essere assunte da una governance capace di rappresentare esclusivamente l’interesse generale della Toscana. Allo stesso modo non condividiamo l’idea che la chiusura del ciclo dei rifiuti possa dipendere dal monopolio di un unico soggetto privato. Un servizio pubblico essenziale non può essere orientato dalla logica dei dividendi, ma dall’interesse collettivo: ridurre i rifiuti, garantire la qualità del servizio e contenere i costi che ricadono sulle bollette di cittadine e cittadini".

La vera questione, però, secondo Danti e Piu riguarda il Partito Democratico. "Davvero il confronto sul futuro della gestione pubblica dei rifiuti in Toscana può essere lasciato alle dichiarazioni del sindaco di Peccioli? Noi abbiamo posto domande precise: quale strategia impiantistica vogliamo? Quale ruolo per RetiAmbiente? E su questi temi, dal Pd continuiamo a non sentire una parola. Per questo chiediamo al Partito Democratico di uscire dall’ambiguità e aprire finalmente un confronto politico vero".

Paola Silvi
© Riproduzione riservata


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