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Contenuto Sponsorizzato Sabato 15 Agosto 2026 ore 06:00

Quanto spendono le aziende italiane in sicurezza informatica?

La protezione dei sistemi viene affrontata prima, perché un'interruzione può costare molto più di qualsiasi investimento preventivo



- — C'è stato un tempo in cui la sicurezza informatica entrava nelle riunioni aziendali solo dopo un problema. Oggi accade sempre più spesso il contrario. La protezione dei sistemi viene affrontata prima, perché un'interruzione può costare molto più di qualsiasi investimento preventivo. Basta pensare a quanti strumenti vengono utilizzati ogni giorno: server, piattaforme cloud e perfino una business email possono diventare il punto da cui parte un attacco se non vengono gestiti con le dovute precauzioni.

Questo cambio di approccio si riflette anche nei numeri. Il mercato italiano della cybersecurity è passato da 2,15 miliardi di euro nel 2023 a 2,48 miliardi nel 2024. Per il 2025 la stima sfiora i 2,78 miliardi. La crescita rallenta leggermente rispetto agli anni precedenti, ma continua a viaggiare ben al di sopra dell'incremento medio della spesa digitale nel Paese.

Più risorse perché il rischio è cambiato

Non tutte le imprese si muovono con la stessa velocità. A investire maggiormente sono gli enti pubblici, seguiti da banche, assicurazioni e operatori della logistica. È una conseguenza quasi inevitabile: chi gestisce servizi essenziali o grandi quantità di dati è anche più esposto.

Del resto gli attacchi non sono più episodi isolati. Nel 2025 oltre un terzo delle grandi imprese italiane ha dovuto affrontare almeno un incidente con costi rilevanti per il ripristino dei sistemi. Per una quota più ridotta, circa il 3%, il problema ha inciso direttamente sull'attività quotidiana.

Il danno, infatti, non coincide soltanto con la perdita di dati. Produzione che si ferma, consegne rinviate, clienti che attendono. A volte bastano poche ore di blocco per generare effetti che si trascinano per giorni.

È anche per questo che il 57% delle grandi organizzazioni ha già rivisto i propri piani di risposta agli incidenti, mentre circa sette su dieci prevedono di aumentare ancora il budget destinato alla protezione digitale nel corso del prossimo anno.

L'Intelligenza Artificiale alza il livello della sfida

L'AI non sta cambiando soltanto il modo di lavorare. Sta modificando anche quello di attaccare.

Secondo il 71% dei Chief Information Security Officer (CISO), gli strumenti basati sull'Intelligenza Artificiale consentono ormai di automatizzare gran parte delle operazioni che compongono una catena d'attacco. Questo significa che attività un tempo riservate a gruppi altamente specializzati possono essere replicate con maggiore facilità.

Negli ultimi mesi l'attenzione si è concentrata anche su alcuni test condotti negli Stati Uniti, dove agenti di Intelligenza Artificiale sperimentali hanno mostrato comportamenti inattesi. Al di là dei singoli casi, il messaggio è chiaro: le minacce stanno evolvendo rapidamente e diventeranno sempre meno prevedibili.

Le norme europee stanno cambiando il ruolo del management

A spingere le imprese verso nuovi investimenti non sono soltanto gli attacchi.

Le direttive NIS2, il Cyber Resilience Act, l'AI Act e il Data Act stanno ridefinendo responsabilità che, fino a poco tempo fa, ricadevano quasi esclusivamente sui reparti IT.

La differenza si nota soprattutto nelle decisioni aziendali. Oggi il tema arriva sempre più spesso ai tavoli del management. Il 57% delle grandi imprese segnala un coinvolgimento crescente dei vertici, mentre oltre la metà sta cercando di integrare gli obblighi previsti dalle diverse normative per evitare duplicazioni e semplificare la gestione.

La sicurezza sul web e offiline non viene più affrontata soltanto come un adempimento. Sempre più organizzazioni la collegano direttamente alla continuità del business.

Crescono i servizi specializzati

Non aumenta soltanto la spesa. Cambia anche la sua destinazione.

Una parte sempre più consistente delle risorse viene impiegata nei Managed Security Services, cioè servizi affidati a società specializzate che monitorano infrastrutture e reti in modo continuativo.

Dietro questa scelta c'è un problema ormai noto. Trovare professionisti qualificati è sempre più difficile e quasi nove grandi organizzazioni su dieci dichiarano di avere difficoltà nel reperire competenze adeguate.

Allo stesso tempo aumenta l'attenzione verso i fornitori. Il 73% delle grandi imprese considera anche la localizzazione geografica quando seleziona software, servizi cloud o soluzioni dedicate alla vera sicurezza, privilegiando spesso operatori europei.

La preparazione cresce, ma non basta ancora

Le grandi imprese italiane sono oggi più consapevoli rispetto a pochi anni fa. L'83% monitora con continuità il rischio informatico e il coinvolgimento del top management è diventato più frequente.

Questo, però, non significa che tutte abbiano raggiunto un livello elevato di maturità.

Solo il 28% combina monitoraggio continuo, valutazione dell'impatto sul business, simulazioni di attacco e strumenti di Intelligenza Artificiale per rafforzare la difesa. È proprio questa integrazione a distinguere le organizzazioni considerate realmente resilienti.

Resta poi il fattore più difficile da controllare: quello umano. Per il 96% dei CISO gli errori commessi dalle persone continuano a rappresentare il punto più fragile dell'intero sistema. Anche l'espansione dell'AI generativa contribuisce ad aumentare i rischi, mentre i sistemi industriali connessi vengono indicati dal 58% dei responsabili della sicurezza tra le aree più esposte.

La cybersecurity è diventata una decisione di business

Oggi parlare di sicurezza informatica significa parlare anche di competitività.

Gli attacchi aumentano, gli strumenti evolvono e le regole cambiano con rapidità. Limitarsi a installare nuove tecnologie non è più sufficiente. Serve una strategia che coinvolga organizzazione, processi e competenze, perché la differenza non la farà soltanto chi riuscirà a evitare un incidente, ma soprattutto chi sarà in grado di continuare a lavorare quando quell'incidente si verificherà.


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