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Cronaca domenica 13 aprile 2014 ore 15:05

Sanità il Pd punta sull'integrazione tra sociale e sanitario

Questo quello che è emerso all'incontro del Pd sulla sanità alla stazione Leopolda



PROVINCIA DI PISA — “La parola chiave è integrazione tra sociale e sanitario per innovare ancora il modello toscano, soprattutto per far fronte al disagio indotto dalle persistenti difficoltà economiche”.

Ne è convinta Cristina Filippini, responsabile sanità per il Pd Pisa, presentando l'incontro ospitato alla Stazione Leopolda e dedicato alla presentazione del nuovo Piano socio sanitario regionale toscano, promosso dal gruppo Pd in Regione.

Otto milioni di italiani non si curano più per motivazioni economiche – ha aggiunto Filippini -, in Toscana dobbiamo gestire la presa in carico della persona in modo efficacie per garantire a tutti la possibilità di curarsi, di fare prevenzione e riabilitazione”.
Di fronte a una platea numerosa e interessata sono intervenuti anche Verter Tursi, portavoce del forum del terzo settore, Andrea Lenzini, presidente IPASVI Toscana, Sandra Capuzzi, presidente SdS Area pisana, Massimo Chiarugi, Medico Aoup e docente universitario, Angelo Migliarini, presidente Legacoop Servizi Toscana, Riccardo Vannozzi, primario Neurochirurgia Aoup Pisa, Simone Naldoni, consigliere regionale Pd - membro commissione regionale sanità e Ivan Ferrucci, Presidente Gruppo Pd nel Consiglio Regionale della Toscana.
Riorganizzare per rilanciare è la ricetta, bilanciando la prossimità dell’assenza sanitaria con la sua efficacia, per garantire omogeneità di prestazioni, usando al meglio la tecnologia e lo scambio d’informazioni.

“Stiamo girando la Toscana per presentare il nuovo Piano Socio sanitario e la riforma delle leggi regionali 40 e 41, ma soprattutto per ascoltare e valutare cosa sia possibile migliorare, sentendo la voce dei territori – afferma Simone Naldoni - In questi anni è cambiato il mondo. Le società della Salute, ad esempio, sono degli inizi degli anni 2000. Da allora il contesto nel quale ci muoviamo è profondamente mutato, ma l’integrazione sociosanitaria resta un modello al quale non rinunciare, la Toscana deve restare avanguardia in questo settore chiave.”

La risposta del nuovo piano socio sanitario è la sinergia tra diversi livelli di assistenza, tra pubblico e terzo settore, per essere in grado di continuare ad assicurare buona qualità di cura.

“In Regione ci siamo sostituiti a carenze nazionali, per esempio finanziando il fondo sulla non autosufficienza – così Ivan Ferrucci – il nostro è un servizio pubblico che funziona, in cui i cittadini hanno fiducia. Ma oggi sta cambiando il sistema istituzionale locale, che noi dovremo pensare di semplificare, dando ulteriori strumenti di riordino per migliorare l’efficacia complessiva di governo, anche socio sanitario, dei nostri territori ”.

Un passaggio particolarmente significativo quello del nuovo piano socio sanitario dunque, che si inserisce in un settore – la salute – delicato e rilevante, se si pensa che oltre il 70 per cento del bilancio della regione – per una cifra annua di quasi 7 miliardi di euro - è impiegato per la salute e il welfare e che in Toscana sono oltre50mila gli addetti della sanità tra medici, infermieri, personale sanitario e personale tecnico amministrativo. 

Dichiarazione di Ivan Ferrucci


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