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sabato 23 marzo 2019

Cronaca martedì 27 maggio 2014 ore 18:25

Titolare di un'enoteca di Pontedera tenta una truffa milionaria

La guardia di finanza gli ha sequestrato beni per oltre un milione di euro. Aveva occultato 250mila euro di bottiglie pregiate di vino e champagne



PONTEDERA — Aveva ideato con l'ausilio di tre complici un raggiro da 250mila euro acquistando bottiglie di vino e trasferendo i capitali aziendali all'estero. Alla fine, la guardia di finanza gli ha sequestrato beni per oltre un milione di euro.

I finanzieri della compagnia di Pontedera hanno concluso una complessa attività investigativa nei confronti del titolare di un’enoteca di Pontedera. L'uomo, grazie alla consulenza di un professionista di fiducia, poco prima di fallire per non pagare i fornitori e salvare il proprio patrimonio ha riciclato il denaro e lo ha trasferito all'estero.

Il proprietario dell'enoteca aveva fatto grossi acquisti di bottiglie pregiate di vino e champagne pagando i fornitori con assegni a vuoto, tra questi aziende vitivinicole di tutta Italia e trasferendo all’estero le risorse finanziarie dell’azienda in conti correnti intestati ad una ditta che si trova nell'ex Cecoslovacchia estranea all’esercizio dell’impresa.

In questo modo, il proprietario dell'enoteca ha prosciugato il conto dell'azienda pontederese trasferendo tutte le sue risorse finanziarie all'estero. Durante le indagini, le fiamme gialle hanno eseguito tre perquisizioni e posto sotto sequestro i locali dell’azienda e i beni trovati all'interno, circa 11mila bottiglie di vino pregiato individuate, sia a casa del commerciante in un deposito nascosto, sia presso i locali aziendali. Alla fine della stima fatta dalla guardia di finanza è emerso che le bottiglie valevano circa 250mila euro. L'attività investigativa ha permesso di far scattare la richiesta di fallimento e di ipotizzare per l'indagato il reato di bancarotta prefallimentare, bloccando i capitali e i beni ed evitando la fuga all'estero del titolare dell'enoteca.

Al termine delle indagini infatti sono state denunciate quattro persone coinvolte nel raggiro. Una è finita in carcere, per un'altra sono scattate altre misure cautelari e a loro carico si ipotizzano i reati di truffa aggravata, insolvenza fraudolenta, bancarotta patrimoniale pre-fallimentare e riciclaggio.

Complessivamente sono stati sequestrati beni, dopo l'autorizzazione del giudice per le indagini preliminari, per un valore che supera il milione di euro tra cui sei immobili riconducibili agli indagati, cinque appartamenti ed un fondo commerciale.

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