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Imprese & Professioni martedì 18 settembre 2018 ore 16:22

Growth Hacking Marketing – Intervista a Mirko Cuneo

​Il Growth Hacking è un argomento controverso che suscita grande interesse e su cui ancora tanto si dibatte perché rappresenta una delle frontiere del più ampio discorso sulla digital transformation.



VALDERA — Lo sviluppo tecnologico e digitale all’interno delle aziende è il presente e il futuro del mercato del lavoro in tutti i territori del mondo e del nostro Paese. Anche nella zona di Valdera, in Toscana, le PMI stanno evolvendo il loro approccio alla vendita e al commercio, introducendo nuovi concetti di marketing. Con il Growth Hacking Marketing, partendo da alcune basi comuni del marketing e del digitale, ognuno può sviluppare strategie personalizzate adattandole alle proprie esigenze. Oggi abbiamo l’opportunità di fare due chiacchiere con Mirko Cuneo CEO di Nextre Engineering, un’azienda giovane cresciuta in breve tempo grazie alla sua guida e alla sua propensione per il settore del digitale.

Ciao Mirko, è un piacere averti incontrato, innanzitutto ci racconti un po’ di te e del tuo percorso?

È un piacere anche per me poter essere qui a condividere parte della mia storia, con la speranza di essere uno spunto di riflessione per qualcuno dei lettori. Brevemente su di me: sono nato a Milano e all’età di 17 anni mi sono avvicinato al settore imprenditoriale e del marketing. Da maggio 2017 sono il CEO di Nextre Engineering , un’azienda italiana in cui ad oggi lavorano oltre 80 persone tra marketers e programmatori. Credo molto nella digital transformation, infatti sullo sviluppo tecnologico e sul web ho fondato la mia azienda. Mi occupo anche di offrire consulenza a coloro che desiderano avere un supporto per trasformare il proprio business attraverso il digitale. Mi piace quello che faccio, ogni giorno mi trovo davanti nuovi ostacoli e nuove opportunità ma ci sono sempre strumenti innovativi per poterle affrontare. Infatti, il mondo della tecnologia e del marketing non si ferma mai, è in costante aggiornamento e propone di volta in volta novità da sperimentare. Qui entra in campo anche il Growth Hacking con le sue mille sfaccettature e tecniche da applicare per raggiungere l’obiettivo finale. Per alcuni questo può essere faticoso ma per me è uno stimolo, insomma non rischio di annoiarmi.

2) Per l’appunto, essendo il concetto di Growth Hacking ricco di elementi, viene spesso frainteso, riesci a fare un po’ di chiarezza? Insomma, che cos’è il Growth Hacking Marketing?

Per prima cosa il Growth Hacking non è una tecnica in sé e per sé ma è un insieme di strategie. È un processo di sperimentazione che coinvolge diversi canali di marketing attraverso i quali si cerca la strada migliore per giungere agli obiettivi che ci si prefigge. Questo termine è stato coniato da Sean Ellis nel 2010 che ha definito il Growth Hacker come colui che trasporta la propria attività verso un processo esponenziale di crescita. Il Growth Hacking Marketing combina insieme l’analisi dei dati, la programmazione e l’utilizzo di strumenti del Digital Marketing. In apparenza può sembrare il classico marketing, ma in realtà la diversità sta nell’approccio. Il Growth Hacking è una forma mentis, che viene utilizzata soprattutto dalle start-up che non sono ancora perfettamente strutturate e il cui unico obiettivo è la crescita per riuscire a trovare un proprio posto nel mercato di riferimento. Oggi, con la tecnologia e internet, un Growth Hacker ha diversi strumenti per entrare all’interno dell’infrastruttura digitale, intercettare i flussi degli utenti sul web e prevedere in che direzione muoversi per trovare le opportunità di crescita.

3) Nella tua spiegazione hai nominato anche il termine di Growth Hacker, chi è questo personaggio? Che requisiti deve avere per essere considerato tale?

Non si può parlare di Growth Hacking Marketing senza, ovviamente, parlare di colui che lo pratica, cioè il Growth Hacker. Sicuramente vi sarà famigliare il secondo termine, “hacker”, che avrete sentito varie volte nel corso della vostra vita privata o lavorativa. Di solito, viene associato ad una sorta di criminale che ottiene accessi non autorizzati a sistemi che dovrebbero essere inviolati. Non confondiamo i due ruoli! Il Growth Hacker non commette azioni illegali ma si spinge, in un certo senso, oltre i limiti per portare l’azienda verso l’evoluzione del proprio business. Quindi, prerogativa del Growth Hacker sono la creatività e la capacità di trovare soluzioni non ordinarie per il raggiungimento degli obiettivi. Per cercare di essere un po’ più chiaro vorrei aggiungere che il Growth Hacker è colui che pensa fuori dagli schemi, che tenta nuove strade di marketing, raccoglie i dati, analizza questi dati per capire come sta andando la strategia intrapresa e cerca sempre di migliorare e ottimizzare ciò che identifica come lacune o punti deboli. Un Growth Hacker deve avere un misto di competenze, trasversali e verticali: conosce i principi di programmazione anche se non è un programmatore, le dinamiche della user experience, gli strumenti di marketing digitale, si destreggia tra le tecniche di SEO, SEM, Advertising su web e social. Forse detto così sembra di parlare di una figura mitologica ma sono persone reali che lavorano sia in start-up sia in aziende più grandi e avviate che vogliono ancora crescere. Anche io per la mia azienda sfrutto le strategie di Growth Hacking per aumentare il business della mia attività.

Come si applica il Growth Hacking Marketing alle realtà aziendali?

Partendo dal presupposto che la digital transformation è il futuro, anzi il presente, delle grandi aziende e delle PMI, il Growth Hacking Marketing è il futuro delle aziende Digital. Questa metodologia serve a sperimentare diverse soluzioni per capire da quale di queste si ottiene il più alto ritorno sugli investimenti (ROI) e, di conseguenza, una rapida crescita. Prima di tutto è importante avere un prodotto o un servizio richiesto, o che potrebbe esserlo, dal mercato. In secondo luogo bisogna definire degli obiettivi specifici e misurabili, in questo modo sarà più facile tenere traccia dei goal raggiunti ed eventualmente capire cosa è andato storto. Ricordo anche che è essenziale darsi delle scadenze altrimenti si tenderà sempre a spostare in là l’obiettivo. Poi, cosa assolutamente indispensabile, analizzare il mercato dentro il quale ci si vuole inserire e conoscere i propri competitors. Questo è necessario anche per valutare cosa fanno gli altri, le loro strategie e, possibilmente fare meglio. Per poter dare valore al prodotto o servizio bisogna anche sapere quali sono i punti di forza e quali quelli di debolezza per poter mettere in risalto le qualità. Inoltre, è necessario sapere anche a chi ci si rivolge, quindi il target di riferimento all’interno del mercato. Ho già detto che l’analisi è fondamentale, quindi per ogni strategia di Growth Hacking Marketing è essenziale utilizzare gli adeguati strumenti di monitoraggio. Esistono ovviamente molti tool che aiutano i marketers a tenere traccia di dati e analisi. Infine, se le cose sono andate bene bisogna cercare di ripetere i successi, in caso contrario è doveroso capire cosa non ha funzionato e trovare la strada giusta attraverso altri tentativi. Fai in modo che i tuoi errori siano un insegnamento per migliorare.

Grazie Mirko, vuoi dire un’ultima cosa ai lettori di QuiNewsValdera? Magari un consiglio?

Ciò che direi ad un amico, senza voler impartire alcuna lezione, è che si deve provare. Definite in modo chiaro il vostro obiettivo, capite qual è il vostro punto di partenza e tracciate tutto il sentiero che, secondo voi, può portarvi alla vostra meta. Non farete tutto giusto e, probabilmente, dovrete cambiare più volte il percorso ma continuate a costruire la vostra strada anche sbagliando ma ogni volta sbagliando meglio, fino a trovare il tragitto che vi porterà al risultato.



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