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Lavoro domenica 11 agosto 2013 ore 11:25

Acqua: allo studio la super società regionale per la gestione dei servizi idrici



L'idea è stata proposta dal Cispel e prevede la realizzazione di una grande holding toscana che racchiuda gli attuali gestori.
VALDERA - Una super holding regionale che racchiuda tutte le società dell’acqua per creare il gestore unico della Toscana per i servizi idrici di distribuzione e depurazione. Una soluzione che in qualche modo non troverebbe d'accordo i sindaci della Valdera che al momento di esprimersi nella ssembela dei primi cittadin iche partecipano alla società Acque spa, sulla nasciata dell'Ato unico preferirono astenersi facendo cadere dal loro punto di vista la proposta nel vuoto. L'idea della grande holding è stata elaborata da Alfredo De Girolamo, il presidente del Cispel, su cui si sta lavorando per dare una risposta al problema della gestone dell’acqua, resosi necessario dopo le decisioni nazionali prese dal governo Monti. Al momento la Toscana non ha il gestore unico, nonostante i vari Ato si siano espressi a favore di questa soluzione lo scorso maggio. Il meccanismo avallato anche dalla giunta regionale, è semplice. Si crea una grande holding nella quale confluiscono tutte le società di gestione pubblico-private attualmente esistenti e funzionanti e si aggira il problema del gestore unico, mantenendo in essere le vecchie società toscane che, a eccezione di Gaia, al momento sono tutte misto pubblico-private, spesso con la partecipazione delle multinazionali dell’acqua, per lo più le due francesi Suez e General D’Eau e di altri soggetti come ad esempio il Monte dei Paschi di Siena. Il meccanismo ipotizzato dal Cispel salverebbe il problema della territorialità mantenendo in essere i vecchi gestori e inoltre eviterebbe il travaso di strutture e capitali da una società all’altra. Il gestore unico, infatti, avrebbe solo un ruolo di coordinamento e organizzazione generale, ma i vecchi soggetti, nel caso della Valdera Acque spa entrerebbero come soci nella nuova struttutra regionale. Una soluzione che in qualche modo risolverebbe il problema della gestione anche alla scadenza delle singole concessioni, visto che i contratti confluirebbero tutti nella nuova holding. Il progetto è già allo studio e troverebbe anche il plauso del presidente della Regione Enrico Rossi, che in questo modo avrebbe risolto la questione anche di dar corso all’esito referendario del 2011. “La volontà referendaria, dei due quesiti per l’acqua pubblica, però non verrebbe rispettata - dicono dai movimenti - Per quanto riguarda la remunerazione del capitale e la pubblicizzazione del servizio non cambierebbe niente dal momento che i soci privati passerebbero direttamente dentro la nuova società insieme alla parte pubblica. Questo quindi andrebbe contro la volontà di fermare la remunerazione del capitale e di riportare la gestione dell’acqua al 100 per cento pubblica. Inoltre - continuano dai comitati - questo sistema creerebbe una nuova società, nella quale confluirebbero gli attuali gestori che già per loro natura contenevano le vecchie società pubbliche, quelle che gestivano l’acqua prima della riorganizzazione degli anni 2000, come società municipalizzate, che continuano ad esistere e fanno parte dei consigli di amministrazione degli attuali gestori, quindi si creerebbe un sistema di scatole cinesi con in più una nuova società che avrà un consiglio di amministrazione da pagare e costi da sostenere, un sistema che invece di migliorare e snellire la struttura dei soggetti gestori la appesantirebbe”.


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