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lunedì 20 maggio 2019

Cronaca giovedì 13 giugno 2013 ore 16:25

Traffico internazionale di automobili: le ammissioni degli arrestati



Durante l'udienza di convalida dei 16 arrestati, c'è anche un uomo di Capannoli, arrivano le prime conferme alle ipotesi degli investigatori Capannoli - Le ipotesi degli investigatori erano giuste e lentamente stanno trovando conferma negli atti di convalida degli arresti. Durante gli interrogatori di garanzia davanti al giudice per l'udienza preliminare di Lucca dei 16 arrestati nell'operazione Gallardo, che ha smantellato una rete criminale dedita al traffico internazionale di automobili, arrivano le prime ammissioni di responsabilità dagli arrestati, a vario titolo, due giorni fa (martedì 11 giugno). Nell'inchiesta della procura lucchese è coinvolto anche un pisano Arturo Storico piccolo imprenditore edile originari della Campania residente a Capannoli, ma già in passato in affari con imprenditori lucchesi, Storico ora è finito agli arresti domiciliari. Nelle ultime ore si è svolto l'interrogatorio di garanzia di Stefan Petrovici, organizzatore e finanziatore del traffico di automobili e Sergio Leone, il ricettatore due degli uomini di punta dell'organizzazione criminale che attraverso la Germania faceva arrivare le automobili ottenute con la truffa in Romania. Petrovici e Leone davanti al giudice per l'udienza preliminare Nerucci avrebbero in parte ammesso quanto scoperto dagli investigatori in merito alle loro responsabilità e alla struttura del sodalizio criminale. L'unico pisano della banda Arturo Storico invece si è avvalso della facoltà di non rispondere. Per il momento nessuno dei 16 arrestati a vario titolo, dieci in carcere e sei ai domiciliari, ha presentato istanza al tribunale del riesame per ottenere la scarcerazione. Il sistema scoperto dalla polizia di Lucca nelle indagini coordinate dal sostituto procuratore Ingangi e dal procuratore Aldo Cicala ha dimostrato come alcuni imprenditori residenti a Lucca, Pisa, Massa e Viareggio, per lo più di origine campana e pugliese entrassero in possesso di auto di grossa cilindrata, attraverso leasing, per poi simularne il furto oppure intestandole a persone morte. Le automobili poi finivano in Germani per essere reimmatricolate e da qui prendevano la strada per la Romania, dove venivano rivendute anche attraverso internet. A occuparsi dello spostamento dei veicoli dall'Italia alla Germania e poi alla Romania era una ditta di import-export di Viareggio. I riscontri che gli inquirenti stanno raccogliendo durante gli interrogatori di convalida, potrebbero avere un'importanza strategica per chiudere definitivamente le indagine. Proprio durante le ricerche degli inquirenti infatti è emerso che alcuni degli imprenditori per lo più del settore edile implicati nell'inchiesta Gallardo, già in passato avevano tentato truffe e traffici con le automobili di lusso con un' organizzazione campana ormai smantellata da tempo.


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