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sabato 05 dicembre 2020

LA DAMA A SCACCHI — il Blog di Carlo Belciani

Carlo Belciani

Appassionato dei giochi della mente, la DAMA e gli SCACCHI, con un po' di conoscenza della teoria e di pratica agonistica. Fa parte di quella metà degli italiani che come rivela un’indagine Doxa conosce ed ha giocato almeno una volta in vita sua a dama.

​Dama: Terminologia e combinazioni

di Carlo Belciani - giovedì 22 ottobre 2020 ore 10:55

Nei tornei di dama le mosse iniziali sono sorteggiate. È quella che si chiama restrizione americana: due mosse del Bianco e una del Nero. Il sorteggio oggi è compito del computer che assegna anche il colore cercando di alternarlo per ogni giocatore nell’arco delle sei partite, numero di turni usuale nelle gare della durata di un giorno. Si è ricorsi al sorteggio per evitare che si ripetessero le stesse partite. Nonostante che il Bianco possa iniziare la partita con solo sette mosse diverse, dopo due mosse del Bianco e ovviamente una del Nero, si hanno già 174 aperture. È un fenomeno che sempre stupisce quello della progressione geometrica che da piccoli numeri arriva a cifre stratosferiche: è ricordato da un celebre quanto leggendario aneddoto sulla ricompensa chiesta dall’inventore degli scacchi (un chicco di grano, o riso, a seconda delle versioni, sulla prima casella, due sulla seconda, quattro sulla terza e così via) al quale fa riferimento anche Dante (“più che ‘l doppiar de li scacchi s’immilla”).

Dalle 174 sono già escluse le perdite immediate di una pedina, poi nelle gare con un incontro di sola andata, quindi pressoché in tutte, le aperture ritenute troppo vantaggiose per un colore. Restano comunque 125 aperture.

Il sistema svizzero abitualmente adottato permette di avere una classifica: esso consiste nel far incontrare i giocatori che hanno un totale simile di punti tra loro. Nessuno è eliminato. Alla fine se alcuni hanno ottenuto il medesimo punteggio si considera il quoziente, cioè la somma dei punti degli avversari incontrati.

Così stando le cose, il Bianco “ha la possibilità” di perdere con la scelta addirittura della sua prima mossa: ecco la partita. “23-20, 11-14; 20-16, (fin qui il sorteggio) 12-15 (forse la più forte) a questo punto la mossa naturale sarebbe proprio 28-23 (mantiene il triangolo formato dalle pedine 29, 30, 31, 26, 27, 22 intatto e si sposta verso il centro con una pedina del cantone (casella 32 e 1): sono tra le principali indicazioni di carattere generale raccomandate per una buona disposizione dei pezzi) peccato che in questa situazione tale mossa sia impedita da una combinazione, infatti 28-23 ??

Diagramma n°1. Il N. muove e vince

15-19; 22x15, 11-18; 21x14, 10x28; 32x23, 7-12; 20x7, 3x28 il N. vince (va a dama, promozione,a parità di pezzi). L’obbligo della presa, che non c’è negli scacchi, determina la bellezza della combinazione, o tiro, della dama.

Dopo il tiro d’apertura, ecco invece un tiro di finale. Si tratta di una partita straordinaria, giocata al meglio da tutti e due i colori in tutte le sue fasi, apertura, medio-gioco, finale. Il Bianco deve fare attenzione a non incappare in un mega-tiro, una combinazione “pulisci-damiera” da problema. La partita: 21-18, 10-13; 23-20, fin qui il sorteggio, ma sono mosse che andrebbero bene anche a mossa libera 5-10; 20-15, il Bianco opta per la conquista della meta (è la casella 15, la 18 per il Nero) postazione avanzata e difendibile nel biscacco (caselle 29 e 25, 4 e 8) dell’avversario dopo le 6 prese obbligate x,x,x,x,x,x, (quando le prese non consentono una scelta si possono sintetizzare con la x senza indicare le case di partenza e di arrivo) 9-13; 25-21, 13-17; 30-26, 1-5; 28-24, 5-9; 27-22, 7-12; 21-18, 10-13; il N. accerchia sulle ali la formazione della diga del Bianco che ha conquistato il centro (caselle 15, 19, 22) 32-28, 4-7; 28-23, 6-10; 18-14, 7-11; 14x7, 10-14; x, x; 7-4, 13-18; x, x; 29-25, 8-12; 4-8, 18-21; x, x; 15-19, 30-26; 24-20, il B. pensa di costringere il N. a 28-32; invece…

Diagramma n° 2 Il N. muove e vince

3-7! x, 17-21; x, 2-6; 10x3, (si ferma a dama) 26-21; 3x12, 21x7 il Nero vince (con la cattura di quattro pezzi e chiusura del pezzo rimasto). Stupenda combinazione di quarta intenzione (cioè: quattro mosse precedono la presa finale).

Carlo Belciani

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