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Attualità Giovedì 27 Agosto 2026 ore 17:30

Biancoforno, "Lavoratrice sospesa per motivi privati"

La Flai Cgil richiede il reintegro della dipendente: "Sono passati oltre due mesi e mezzo, il solo stipendio non basta a risolvere la questione"



CALCINAIA — Torna alla ribalta lo stabilimento Biancoforno di Fornacette. Stando a quanto denunciato dalla Flai Cgil di Pisa, l'azienda avrebbe sospeso con effetto immediato una lavoratrice per un episodio definito "di natura strettamente privata", avvenuto al di fuori del luogo di lavoro.

La sospensione, come denunciato dal sindacato, risale ormai allo scorso 12 Giugno. "Un provvedimento drastico, assunto dall'azienda prima ancora di aver ascoltato la lavoratrice e di averle concesso la possibilità di fornire la propria versione - hanno spiegato - nei fatti, l'azienda ha scelto di ascoltare una sola parte. La direzione sostiene di aver agito con l'intento di tutelare un altro dipendente, che avrebbe dichiarato di non sentirsi sicuro. Tuttavia, sorge spontanea una domanda: quale tutela e quale rispetto sono stati garantiti alla lavoratrice sospesa?".

"Parliamo di una persona che vive già una situazione di particolare fragilità e che, proprio per questo, avrebbe necessitato di una gestione attenta, equilibrata e rispettosa - ha aggiunto la Flai Cgil - per quale ragione si è creata questa disparità di trattamento? Con quali criteri oggettivi e normativi è stata presa tale decisione? Sono interrogativi chiari ai quali la dirigenza di Biancoforno ha il dovere formale e morale di rispondere".

"Dal 12 Giugno sono trascorsi oltre due mesi e mezzo: in questo periodo si sono susseguiti numerosi incontri sindacali nei quali l'azienda ha reiteratamente rassicurato le parti sul fatto che si sarebbe giunti a una soluzione equa - hanno concluso - oggi è il 26 Agosto: i lavoratori rientrano dalle ferie estive, ma per la nostra iscritta la soluzione continua a non esserci. La lavoratrice continua a rimanere nel limbo, nell'incertezza totale sul proprio futuro professionale e umano. È pur vero che l'azienda sta continuando ad erogare lo stipendio, ma pensare che l'aspetto economico esaurisca la questione sarebbe un errore grave e inaccettabile. La dignità di una persona non si compra con una busta paga".

Per questo, anche a fronte della corresponsione dello stipendio, il sindacato continua a chiedere una soluzione. "Riteniamo inaccettabile che, per risolvere o congelare una situazione delicata, la soluzione scelta sia quella di dequalificare e sospendere a tempo indeterminato una lavoratrice fragile, trasformandola in un problema da spostare o rinviare - hanno concluso - non stiamo chiedendo sconti o favori a Biancoforno. Chiediamo il rispetto delle regole, della trasparenza e della persona: la lavoratrice deve essere riammessa al lavoro ed essere trattata con la dignità che le spetta".


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