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Attualità giovedì 14 settembre 2023 ore 19:15

Chiara vola in finale alla Milano Moda Graduate

Chiara Balla

La giovane capannolese, laureata all'istituto Modartech, porterà la sua collezione "Burrnesh" alla Fashion Week milanese: "Non me lo aspettavo"



CAPANNOLI — Alla Milano Moda Graduate, una delle principali iniziative che si terranno durante la Fashion Week milanese a Palazzo Reale, ci sarà anche un pezzo di Valdera. Portabandiera, in questo caso, è la giovane fashion designer Chiara Balla, 22enne di Capannoli selezionata tra gli stilisti emergenti di tutta Italia.

Appassionata al mondo della moda fin da piccola, Chiara si è formata nelle aule dell’istituto Modartech di Pontedera, scuola di alta formazione dove, al termine del percorso di studi, ha potuto realizzare la sua prima collezione, che ha deciso di chiamare "Burrnesh", ispirandosi alle donne dei Balcani che si vestivano da uomo e come tali venivano riconosciute dalla società, anche dal punto di vista giuridico.

I suoi outfit sono stati notati dagli addetti ai lavori, che hanno deciso di inserirla tra i 7 finalisti per l’area Fashion Design di Milano Moda Graduate 2023.

La collezione di Chiara Balla

Un dettaglio della collezione

"Non mi sarei aspettata di poter raggiungere un traguardo così prestigioso in così poco tempo - ha detto Chiara - ma soprattutto non credevo che il mio lavoro sarebbe stato apprezzato da autorevoli professionisti del settore. Si tratta della prima collezione che ho realizzato e il fatto di essere entrata tra i 7 finalisti mi fa capire che questa strada può davvero essere il mio futuro".

Il talento di Chiara ha conquistato anche Peuterey, marchio di abbigliamento specializzato in outerwear, che dopo l’estate ha deciso di offrirle un posto nell’ufficio modellistica.

Diventare una Burrnesh significava sottoporsi a un rito di passaggio, durante il quale avveniva il taglio dei capelli e l'adozione di abiti maschili. Da qui nasce quindi una collezione a metà strada tra tradizione e innovazione, realizzata con tessuti di origine italiana e panno del Casentino.

"La storia di questa collezione parla di indipendenza e voglia riscatto - ha concluso - questi capi rappresentano una forma di libertà, che ancora oggi molte donne non possono avere. Spero che il lavoro fatto possa portarmi, un giorno, a poter disegnare una mia linea di abbigliamento".


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