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Attualità martedì 16 gennaio 2024 ore 18:50

Da tutta Italia per alzare la cornetta del Telefono del vento

Il Telefono del vento

Parlare con chi non c'è più o sfuggire dalla quotidianità per un momento: una cabina non connessa alla rete per riconnettersi con il mondo



CAPANNOLI — L'idea frulla nella testa di Marco Vanni da anni. Dal 2010, per la precisione, quando a Otsuchi, in Giappone, è stata installata una cabina telefonica non collegata, in cui i visitatori possono, idealmente, parlare con chi non c'è più. Un Telefono del vento, dunque, che fa passare la voce non attraverso dei cavi, ma attraverso l'anima. 

"Durante la pandemia mi sono imbattuto in questa storia - ha raccontato Vanni, impegnato proprio in quei mesi nella campagna di sensibilizzazione per la donazione del sangue di Fratres - mi è subito piaciuta moltissimo e, visto che ci sono delle repliche in giro per il mondo, volevo portarlo anche nella mia Valdera".

Il progetto è nato così e, a Novembre scorso, ha trovato la disponibilità dei titolari del Podere Tegolaia, azienda agricola di Santo Pietro Belvedre, che hanno messo a disposizione lo spazio su una collina. Quindi, grazie al falegname Romeo Gorini e al disegno di Matteo Bagnoli, la cabina telefonica ha preso forma.

La cabina

"Siamo stati rapidissimi, perché in pochi giorni il tutto era pronto - ha continuato Vanni - così, il 21 Dicembre, in occasione del solstizio d'inverno, abbiamo inaugurato il Telefono del vento: un momento anche simbolico, in cui la luce torna a prendere il sopravvento sulle tenebre".

L'accesso alla cabina è libero e chiunque può recarvisi. "È un modo per raccontare i propri pensieri o dire ciò che non si è mai detto a chi non c'è più - ha spiegato - ma non è soltanto questo: il Telefono del vento rappresenta anche un momento meditazione, di fuga dal ritmo incessante della quotidianità e di ritrovamento di se stessi. Stare un momento da soli, in quella cabina, ci permette di far cadere l'imbarazzo e la fretta".

Il Telefono del vento da lontano

Il libro delle dediche all'interno della cabina

Tutti bisogni che, evidentemente, sono condivisi da molte persone: a distanza di neppure un mese dall'inaugurazione del Telefono del vento, infatti, sono già in tantissimi ad averlo frequentato. "Un successo enorme e inaspettato - ha concluso - oltre alla grande accoglienza sulla stampa e in televisione, c'è stato proprio un riscontro umano: nella cabina si trova un libro che è già pieno di dediche. Le persone vengono non solo da tutta la Toscana, ma anche da fuori Regione; e, al momento, la prevalenza è femminile, ma ci sono anche molti giovani".


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